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Torino/Asti 24, 25 26 ottobre il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale. Aspetti criminologici e psicosomatici

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Nei giorni 24, 25 e 26 ottobre 2014 è approdata  a Torino la terza tappa ufficiale del  workshop esperienziale su “Il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale. Aspetti criminologici e psicosomatici”, patrocinato dall’Osservatorio Giuridico Italiano, dall’Istituto Universitario Salesiano Rebaudengo di Torino, dall’Ordine degli Avvocati, dei Medici ed Odontoiatri, degli Psicologi, e dal Comune di Torino. Scopo del ciclo di incontri partito da Roma, proseguito nella splendida cornice della Reggia Vanvitelliana di Caserta, ospiti della scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare, ed approdato poi in una tre giorni in Piemonte, è quello di consentire agli aderenti, una conoscenza sulle tecniche di decodifica dei segnali che provengono dal corpo e che offrono la possibilità all’interprete di arricchire la propria conoscenza riguardo al proprio interlocutore. Spiega l’Avv. Tiziana Barrella, Responsabile Scientifico Osservatorio Giuridico Italiano S. M.C.V. ed esperta in decodificazione dei segni del corpo,  che: “L‘interpretazione della gestualità, della mimica facciale, la struttura morfologica del viso e del corpo stesso, la variazione del tono di voce, acquista un‘importanza fondamentale  qualora si voglia  avere una  visione d’insieme dell’individuo con cui ci si confronta. Il corpo ha un linguaggio efficace che, correttamente decodificato, suggerisce informazioni precise. L’uomo comunica attraverso l’uso della parola in maniera del tutto inferiore in termini percentualistici, rispetto ad altre più silenziose forme comunicative esistenti. Non tutte le informazioni relative ad un soggetto, infatti,  provengono esclusivamente da ciò che dice. La parola può essere distorta, manipolata o mal compresa, il corpo invece non mente, ed è per questo che, avere una chiara visione degli aspetti che lo interessano appare necessario soprattutto per chi lavora a contatto con le masse.

L’interprete, con gli opportuni strumenti di decodifica, potrà trarre da un complesso di elementi, molti dettagli relativi alla personalità ed al vissuto del proprio interlocutore, ma potrà anche  filtrare con maggiore discernimento  se  quanto rappresentato, possa coincidere o meno a verità o menzogna.  Non siamo affatto dinanzi a nuove tecniche interpretative  frutto di moderni studi; la modernità è solo nell’osservare il tutto in una visione olistica, che non tralasci alcun tipo di visione o studio. Molti sono i celebri personaggi delle  più differenziate branche della conoscenza che si sono susseguiti, al fine di comprendere ed al contempo dimostrare come  gli stati emozionali potessero solidificarsi sul corpo e manifestarsi su esso. Tali discipline,  infatti, vedono il corpo come la sintesi finale di una serie di innumerevoli processi: ereditari, ambientali, sociologici ed emozionali; in particolare secondo i diversi tipi di approccio, sullo psicosoma sono leggibili in modo evidente, la personalità ed il vissuto di un dato soggetto. È davvero intuitivo a tal punto comprendere come tali argomentazioni affascinanti e non suggestive possano apportare un contributo positivo e concreto alle scienze criminologiche”.

In molti paesi, tali tecniche di lettura del corpo vengono utilizzate al fine di sgominare eventuali aggressioni terroristiche. Negli aeroporti britannici vi è personale addestrato a riconoscere dalle espressioni del volto, dall’abbigliamento, dalla postura e dall’atteggiamento in generale, eventuali soggetti con intenzioni poco amichevoli.

L’interesse per tali conoscenze è talmente elevato che si è dato vita anche ad una celebre serie televisiva (Lie to me); il successo in campo professionale di tecniche di decodifica delle informazioni corporee è dimostrato anche dal grande seguito ottenuto dal workshop itinerante. Le attività infatti hanno avuto una grandissima eco, raccogliendo l’adesione e suscitando l’interesse di numerosissimi “utenti”, tra cui avvocati, psicologi, psichiatri, Forze dell’Ordine e studenti universitari. Ciò è stato possibile grazie non solo alle interessanti argomentazioni trattate, ma anche al calibro dei relatori che con grande maestrìa hanno affrontato l’argomento con le peculiarità maggiormente consone alla propria professionalità. Fra gli argomenti trattati: la realizzazione di un profiling attraverso la scoperta della personalità dell’autore di un reato; la decodificazione del fenomeno violento; la fisiognomica, l’analisi psicosomatica del corpo della vittima e dell’autore di un reato; il riconoscimento di soggetti potenzialmente pericolosi in spazi aperti e tra le folle; l’utilizzo del linguaggio del corpo nella realtà istituzionale ed assistenziale.

Ciò che è emerso con forza dai lavori è come, tali discipline, possano offrire un grande sostegno in numerosi contesti. L’ascolto dei fatti accaduti, infatti, non può essere solo relegato ad una mera interpretazione personale o emotiva del soggetto escusso. Si pensi, ad esempio, a quei casi in cui appare fondamentale raccogliere informazioni nell’immediatezza di un evento dannoso o a coloro che per primi accedono ai luoghi ove si è consumato un delitto e che, entrano in contatto con eventuali testimoni dell’accaduto.

Tra i relatori intervenuti, personalità di spicco come il Prof. Dott. Alessandro Meluzzi (Psichiatra e Psicoterapeuta), l’Avv. Tiziana Barrella (Responsabile Scientifico Osservatorio Giuridico Italiano S. Maria C. V. ed esperta in decodificazione dei segni del corpo), il Prof. Don Ezio Risatti, Preside dell’Istituto Universitario Salesiano Rebaudengo, il Prof. Dott. Giovanni Presta (Presidente della Commissione Vigilanza delle strutture socio – sanitarie), il Prof. Dott. Roberto Testi (Direttore S. C. Medicina Legale ASL TO2), il Capitano Biagio Fabrizio Carillo (Comando CC Legione Piemonte e Valle d’Aosta), la Dott.ssa Maria Grazia Corrado, Primo Dirigente della Polizia di Stato-Divisione Anticrimine, la Dott.ssa Cinzia Gimelli (Psicologa clinica, giuridica e investigativa, Pscicoterapeuta, Segretaria generale Accademia Italiana Scienze Forensi), la Dott.ssa Paola Giannetakis (Psicologa investigativa) e il Dott. Francesco Di Fant (Esperto in comunicazione non verbale e analisi della menzogna).

Avv. Tiziana Barrella “Con l’utilizzo di opportuni strumenti interpretativi, si ha certamente la possibilità di conoscere e meglio intendere il proprio interlocutore, di poterne comprendere gli stati emotivi, di poter leggere, oltre le parole, una eventuale distorsione dei fatti nell’immediato rappresentati. L’importanza ed il supporto di strumenti che consentano la comprensione di forme comunicative diverse dalla parola, trovano una larga applicazione anche nell’ascolto dei minori.