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IL CASO MINGUZZI

IL CASO MINGUZZI

Dopo aver accompagnato a casa la fidanzata, la notte fra il 20 e il 21 aprile del 1987 scomparve senza lasciare traccia. Pier Paolo Minguzzi, ex carabiniere di leva a Mesola, il cui corpo ritrovato senza vita era stato incatenato lungo il ramo del Po di Volano nell’aprile del 1987. Giovane studente universitario proveniente da una famiglia di imprenditori di Alfonsine, al rapimento del Minguzzi venne chiesto un riscatto di trecento milioni di lire alla famiglia. La sua autovettura fu rinvenuta regolarmente parcheggiata l’indomani mattina in una via del centro di Alfonsine. E fu il 1° maggio il giorno del ritrovamento lungo le rive del fiume in provincia di Ferrara di quel corpo legato ad una inferriata del peso di sedici chilogrammi in quell’anno di fine anni Ottanta. Le indagini dell’epoca furono condotte in fretta e il caso non fu mai risolto. Un fascicolo contro ignoti rimasto per anni a ingiallire. Con provvedimento del Procuratore della Repubblica, su richiesta della famiglia della vittima le indagini invece sono state riaperte sul finire del 2017. Ed è stata proprio la squadra mobile di Ravenna, con la collaborazione del Servizio Centrale Operativo di Roma, a riaprire la minuziosa analisi degli atti e l’escussione di varie persone informate sui fatti, anche in relazione ad un analogo grave accadimento, avvenuto circa tre mesi dopo la scomparsa del Minguzzi nella medesima cittadina: tre indagati in un’estorsione ai danni di un altro noto imprenditore dell’ortofrutta Roberto Contarinie, che ebbe come epilogo la morte di un giovane carabiniere del luogo il ventitreenne Sebastiano Vetrano. Per quel delitto la banda fu catturata e condannata. Oggi la Procura della...