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Il mistero della Villa Monzese: il caso Lamaj

Il mistero della Villa Monzese: il caso Lamaj

Un’indagine che pareva non avesse più nulla da dire lasciando un caso irrisolto in quello che figurava essere un perfetto ‘cold case’, rimasto tuttavia aperto in attesa della scoperta di nuove prove. Come nei migliori racconti di Edgar Allan Poe, il cadavere era stato ritrovato murato nella parete di un’abitazione in una cavità nella parete in una dépendance del residence “Villa degli Occhi” a Senago, in provincia di Milano, esattamente sette anni fa. Ma non si tratta dell’immaginazione della trama di un racconto dell’orrore, bensì della storia di un uomo scomparso da Genova nel gennaio del 2013. Durante questi anni di indagini, le voci circa il ritrovamento di ossa umane in una parete del signorile complesso residenziale, hanno turbato gli inquilini sin dalle prime ore di ricerca. L’imponente villa storica rimasta per anni disabitata, immersa nel verde del monzese, è stata scenario di analisi ed esami da parte dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Monza che hanno continuato il loro lavoro per ricostruire quanto accaduto alla vittima. Per risalire alle cause del suo decesso sono stati necessari gli interventi di esperti forensi e medici legali e solo lo scorso anno, dopo aver sapientemente rimesso insieme le ossa rinvenute, nonostante i segni mitigati dal tempo, si è riusciti a risalire all’identità della vittima. Stando a quanto aveva già confermato il Nucleo Investigativo di Monza dalla sua identificazione, la vittima Astrid Lamaj, quarantunenne di origine albanese, sarebbe stata prima uccisa e poi sepolta. Solo qualche tempo dopo sarebbe stato murato nella parete di una delle stanze della villa settecentesca trasformata oggi in residence di lusso. Dai capi di abbigliamento nonché dai...