0823 1848090 osservatoriogiuridicoitaliano@gmail.com

Omicidi rituali e luoghi simbolici : perché conoscere i simboli o luoghi pregni di significato

Omicidi rituali e luoghi simbolici : perché conoscere i simboli o luoghi pregni di significato

Qualora ci si trovasse innanzi ad una scena del crimine, potrebbe accadere di imbattersi in un luogo con peculiari caratteristiche morfologiche o con un trascorso storico particolarmente significativo oppure, ancorchè potrebbe accadere, di repertare degli oggetti che, in apparenza sembrano non assumere un grande rilievo per gli osservatori, ma che invece, a ben guardare, rappresentano preziosi elementi onde meglio comprendere autore e movente di un dato atto.

Luoghi di potere o luoghi ritualistici

In tutto il globo terrestre esistono punti estremamente particolari, zone più o meno cariche di energia e che, secondo alcuni, sono luoghi ottimali per erigere monumenti, santuari, templi, dolmen ed altre strutture rappresentative (Stonehenge; Avebury; Carnac ecc) ,destinate a canalizzare e sfruttare al massimo le benefiche radiazioni terrestri. L’uomo dell’antichità parlava di “genius loci”, il genio del luogo, per indicare l’essenza, la forza e la carica di un dato luogo.

Le energie del luogo, venivano considerate percepibili al punto tale da indurre gli individui a considerare il luogo stesso ed i suoi elementi naturali più rappresentativi, una vera e propria forma di divinità o un qualcosa da adorare onde poter ricevere in cambio, benefici risultati.

Ma Il “genius loci” non necessariamente possiede esclusivamente aspetti benevoli, in alcuni luoghi infatti, le energie congeste e malevole o le particolari conformazioni strutturali del territorio, possono divenire uno scenario perfetto per compiere rituali, adorazioni o sacrifici (non intesi in senso biblico). Ecco quindi che grotte naturali, boschetti, alture corredate di semplici altari o circoscritte con pietre ed altri oggetti, chiese sconsacrate ed altro, possono divenire luoghi perfetti per realizzare un omicidio rituale.

Ma cosa sono i delitti rituali?

L’omicidio rituale è quel delitto che segue una logica precisa, in cui appaiono alcune caratteristiche peculiari e che proprio per tale motivazione, necessitano di una fondamentale decodificazione.

L’omicidio rituale non trova una vera e propria classificazione ufficiale nei testi specialistici. Anche nel manuale “Crime Classification Manual” (Testo usato dall’ FBI che classifica i crimini violenti ed offre spunti per l’investigazione) manca una voce corrispondente. Pur non essendo presente allo stato una vera e propria catalogazione, possiamo senz’altro dire che esso può essere realizzato sia da singoli che da gruppi. A titolo esemplificativo si pensi a quelli commessi da organizzazioni di stampo satanico, come le Bestie di Satana, una delle poche sette conosciute in Italia; o ad alcuni omicidi potenzialmente attribuibili alla massoneria o altri gruppi similari; omicidi realizzati a mano di singoli individui ove è evidente una ritualità dell’azione criminosa; omicidi realizzati dalla criminalità organizzata, ove caratterizzante è una ritualistica volta a fungere da deterrente onde evitare eventi, considerabili dagli stessi, non in linea con le idee dell’organizzazione.

 

Omicidio rituale: come riconoscerlo?

Un omicidio rituale potrebbe essere riconoscibile da diversificati elementi,nessuno dei quali esclude automaticamente l’altro.

La data del delitto

La data può essere riconducibile: a particolari avvenimenti storici del passato; a specifici calcoli numerologici o cabalistici; al giorno della settimana in cui è avvenuto il delitto; al periodo dell’anno o ad un orario particolarmente simbolico (caso Mostro di Firenze).

Alcuni giorni dell’anno e della settimana sono maggiormente evocativi  rispetto ad altri. Il sabato ad esempio, secondo le tradizioni occulte, era il giorno prescelto per effettuare riunioni tra detentori di conoscenze magiche (i Sabba). Secondo alcuni e tra le altre cose, il sabato è il giorno abbinato al pianeta Saturno, il pianeta più oscuro del sistema solare, ed a cui sarebbe stato assegnato anche il nome di “Grande Malefico”. La domenica invece, essendo il settimo giorno della creazione del mondo in cui tradizionalmente Dio si sarebbe riposato, i demoni, sarebbero maggiormente liberi di agire incontestati.

Il calcolo delle date

Ogni numero, in base alle più disparate tradizioni, ha un significato simbolico diversamente interpretabile. In via esemplificativa, sarà interessante conoscere il significato simbolico maggiormente utilizzato di alcuni numeri.

Il numero 7 è il numero della saggezza; è il numero dei giorni della creazione; è il numero che congiunge la trinità (divina) con il numero 4 rappresentativo del giusto connubio tra lo spirito ed il terreno.

Il numero 8 simboleggia la perfezione oltre al perpetuo e regolare corso dell’universo. E’ un simbolo di solidità e nella cabala, fa riferimento alla giustizia

Il numero 11 rappresenta la trasformazione in chiave esoterica.

Il numero 13 nell’Apocalisse di Giovanni è il capitolo in cui si argomenta sull’ Anticristo.

Il numero 18 non è altro che il frutto dell’operazione algebrica che moltiplica il 6 per il numero 3. Il triplice sei è la notoria espressione numerica del nome del maligno .

L’arma del delitto o il suo mancato ritrovamento

La stessa arma utilizzata per commettere un crimine è di per sè motivo di studio ed approfondimento. Non è da sottovalutare infatti, né il modo con cui vengono inferte le azioni lesive, né tantomeno gli strumenti utilizzati.

Armi da punta e taglio; oggetti ritualistici usati per colpire la vittima; mani nude; armi da fuoco o addirittura l’eventuale mancato ritrovamento stesso dell’arma del delitto, che verrebbe acquisita per gli scopi esoterici dell’organizzazione, offriranno molteplici informazioni sull’agente e sul suo eventuale rapporto con la vittima.

Ritrovamento sulla scena del delitto di oggetti simbolici

Segni di un appiccato fuoco, presenza di elementi di origine naturale o animale, cerchi, piramidi (come nei delitti del mostro di Firenze ad esempio) stelle a cinque punte o altre raffigurazioni grafiche particolarmente evocative ed altro ancora.

Luogo del delitto

Può avere sia un trascorso storico particolarmente significativo o leggendario oppure potrebbe esserci una particolare conformazione naturale del territorio.

Particolari segni sul corpo della vittima

Sia in una chiave di lettura che osserva le zone ove è avvenuta l’azione aggressiva in senso stretto, sia per simboli impressi eventualmente su di esso (caso Gambirasio o caso Rea ), appare fondamentale acquisire il significato “altro” del simbolo utile ad apprendere il maggior numero possibile di informazioni su colui che ha agito.

Accanto allo studio delle rappresentazioni grafiche di un simbolo, occorre inoltre sapere che, esiste un’altra forma di decodificazione rientrante nell’alveo di tali studi. Un approccio aggressivo o eventuali azioni lesive inferte in una data zona del corpo in luogo di un’altra, offrono all’osservatore, informazioni utili rispetto al legame del soggetto agente con la vittima o rispetto al suo vissuto. L’utilizzo di una data arma (da fuoco, punta e taglio, chimica o altri oggetti) o una specifica modalità di azione lesiva rivolta alla vittima, acquista il suo significato se si pensa alla differenza ideologica sussistente tra le varie azioni. Un morso ad esempio, è più intimo feroce ed aggressivo di uno schiaffo o di un calcio cosi’ come, un omicidio realizzato solo con l’ausilio del proprio corpo, potrebbe segnalare un rapporto di familiarità o intimità con la vittima.

Il nome della vittima

Anagramma; iniziali; coincidenza con un nome biblico o un nome particolarmente significativo, potrebbe essere associato al movente criminoso.

Il nome dell’assassino

Ovviamente non possiamo aspettarci di trovare una vera e propria firma dell’agente, ma per nome dell’assassino,deve intendersi un eventuale e potenziale segnale, una traccia lasciata da un gruppo o da un autore singolo, che attraverso stratagemmi o indizi “firmerebbe” un dato crimine.

Luogo ove è impresso il simbolo, ambiente esterno ed orientamento  del segno grafico

Molti segni sono di origine antichissima ed il loro significato semantico è diverso a seconda delle epoche e delle culture che ne hanno fatto uso. Ogni simbolo assume un peso differente in base all’orientamento nello spazio, al luogo ove esso è ritrovato, alla zona del corpo ove esso è impresso se eventualmente apposto su di una vittima. Il simbolo assume una valenza difforme all’originario significato se capovolto o orientato nello spazio in modo non tradizionale. La sua contestualizzazione è fondamentale per comprenderne il senso.

Molti simboli nel corso della storia hanno subito manipolazioni ed alterazioni che hanno trasformato in maniera significativa il profondo senso del segno grafico stesso. Esempi tipici e notori sono il Pentagramma detto anche stella a cinque punte e la Svastica, che invertite o capovolte, perdono il loro significato simbolico positivo per divenire segni nefasti.

La svastica ad esempio, tristemente nota poichè utilizzata come emblema del movimento nazista, è tutt’altro che un simbolo negativo. La sacralità di tale simbologia è infatti stata riscontrata in numerose ed antiche culture e il suo ritrovamento, difficilmente databile, è riconducibile a popoli vissuti nei più disparati punti della terra.

A cura di Tiziana Barrella

12291797_10208475854638894_2878893083362182058_o