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La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo.

La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo.

La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo.

Tratto dal Testo il Femminicidio- Edizioni Dike di Levita,Garofano,Conz .

Autrice Avv. Tiziana Barrella

Non potendo in tal sede, affrontare una soddisfacente disquisizione su come la fiscità di un individuo,oggetto di antichissimi studi, e su come la comunicazione non verbale possa esserci di aiuto nell’individuare la personalità di un soggetto,appare opportuno però,effettuare delle brevi considerazioni che possano perpettere di osservare come molti comportamenti aggressivi abbiano un loro codice silenzioso e simbolico molto interessante.
Se ricalchiamo le orme della storia si ricorderà certamente che una gestualità simbolica è sempre esistita fin dai tempi più remoti ed il più delle volte,essa si manifestava in forme davvero violente e discutibilmente creative.Molti tipi di punizioni corporee e alcuni tipi di torture,venivano inflitte al fine di punire e rappresentare un valido deterrente per chi si macchiava di determinati crimini.La spettacolarizzazione delle azioni lesive era più che frequente e la creatività rispetto al metodo utilizzato,aveva la funzione non solo di reggere le masse fungendo da deterrente,ma anche di veicolare il messaggio sotteso in modo efficace.Pensiamo ad esempio alla legge del taglione che come strumento punitivo per chi si macchiava di furto,prevedeva il taglio dell’arto e cosi‘ via.
Nelle più sanguinose battaglie di tutti i tempi si è sempre ricorso a barbare modalità di deturpazione dei corpi dei nemici,pensiamo ad esempio all’impalatura o a tutti i terribili metodi per estorcere la verità.Scopo di quelle simboliche modalità di lesione dei corpi, era certamente quello di imprimere, in modo pressocchè indelebile nelle menti di eventuali sovversori,ciò che sarebbe potuto loro accadere qualora avessero disertato,o cosa sarebbe potuto loro accadere se non avessero sottomesso la loro volontà a quella dei potenziali invasori.Tali strumenti,certamente più efficaci di qualunque forma di codificazione ,potremo certamente classificarli, come primordiali forme di comunicazione non verbale.
In epoca medioevale molti casi di odierno femmicidio,erano spesso legati ad un eventuale e remotissima imputazione di stregoneria.Inutile dire che,i metodi utilizzati al fine di liberare l’anima dal demonio ,erano molto ritualistici e simbolici.Anche in questo caso,la ritualità,la gestualità e la comunicazione non verbale,erano modalità di comunicazione efficaci poichè arrivavano in maniera diretta alle masse analfabete e di variegata età e l’effetto rimaneva maggiormente impresso nei ricordi fungendo pertanto da deterrente vero e proprio.

Anche rivolgendo l’attenzione a tempi meno remoti,potremmo notare che il linguaggio non verbale è sovente utilizzato anche da quelle associazioni di stampo criminale che utilizzano una vera e propria ritualistica rispetto a dati eventi che hanno una specifica valenza nell’ organizzazione.I metodi con cui la criminalità organizzata veicola messaggi di disapprovazione verso determinati comportamenti, sia riguardo i propri affiliati che di terzi malcapitati attraverso un inequivocabile linguaggio in codice è da considerarsi anch’essa non verbale,si pensi ad esempio alla recisione di una parte del corpo,rispetto all’altra volta ad indicare un’eventuale tradimento o quant‘altro.
L‘ utilità di decodificare questo linguaggio può essere senz’altro riscontrabile qualora si voglia comprendere meglio la personalità del soggetto compiente atti violenti o persecutori,ma può essere ancor più utile, se tali nozioni possano esser assorbite in una chiave di lettura rivolta alla prevenzione.
L’essere umano comunica non solo attraverso l’uso della parola che può essere in ogni caso manipolata o la sua comprensione distorta,ma ogni singolo comportamento può assumere una rilevanza diversa.
Solo il 35% di tutta la comunicazione umana fa capo alle parole,tutto il resto è viceversa,non verbale e da qui l’importanza di decifrare,almeno per grandi linee,alcuni tipi di schemi o messaggi nascosti dietro la gestualità.Ovviamente la cnv non riguarda solo ed esclusivamente il comportamento in senso stretto,ma riguarda un’osservazione più globale che include il tono della voce,l’osservazione della struttura corporea,della postura,dell’abbigliamento e di molto altro.In tal sede apriremo solo una piccola finestra su degli studi che necessitano inevitabilmente di ulteriori approfondimenti.
In tal senso,sarà utile osservare che sono estremamente diversi fra loro i messaggi sottesi ad azioni lesive quali ad esempio lo strattonare i capelli,lo sferrare pugni o calci o ancora intervenire violentemente sul corpo altrui attraverso morsi.Ogni azione lesiva,seppur tecnicamente abbia il medesimo peso in termini di riprovevolezza,esprime simbolicamente una forza ben diversa,cosi‘ come è cosa certamente diverso l’ intervento su una data zona del corpo rispetto ad un’altra.
E‘ proprio da qui che si intende muovere i primi passi rispetto ad una decodifica di tali segnali.
Ogni area del corpo ben sappiamo,sovrasta funzioni fisiche,biologiche tecnicamente molto diverse tra loro.Gli orientali attribuiscono addirittura ad ogni organo,ad ogni dito della mano o piede un senso specifico e,andando ancor più nello specifico,secondo le mappe grafiche della antichissima medicina tradizionale cinese,anche un singolo punto di un meridiano energetico,in uno stato di alterazione, può essere oggetto di interpretazione in una chiave di lettura che vede l’intero corpo umano non solo come l’insieme di funzioni bio chimiche,ma come una perfetta macchina in cui tutti gli equilibri fisici dipendono essenzialmente da un equilibrio emotivo e psicologico.Quando vi è uno squilibrio in chiave emozionale e psicologica,il corpo risponde a tali messaggi inconsci somatizzando e strutturando sul corpo specifiche sintomatologie,ovverossia, tutti quegli elementi che potrebbero,qualora individuati correttamente,portarci alla comprensione ed una eventuale risoluzione del problema a monte del fenomeno.La medicina psicosomatica,oggi largamente riconosciuta,afferma che l’emozione è spesso determinante nell’eziologia di una malattia o di un’alterazione.

La semiotica,che ha fatto ricorso all’analisi delle singole parti del corpo (otognostica,chirognostica, podoscopia,ecc.) sostiene che in ogni caso, il risultato di una singola valutazione, può essere poco significativa se la stessa parte del corpo esaminata non viene inserita in un contesto generale ,in una visione d’insieme comprendente non solo l‘individuo nella sua globalità ma anche il contesto socio-culturale in cui egli agisce.Tutta tale serie di informazioni fornirebbe all’osservatore elementi identificatori utili a comprendere una data personalità o carattere.

Tali studi della personalità in base all’osservazione del corpo e del comportamento,come detto,hanno origini ben più antiche di ciò che si possa immaginare.Se ne trova traccia non solo nell’antico e nel moderno oriente,ma molti altri hanno affermato come il corpo risponda essenzialmente a sollecitazioni emotive che,prolungate nel tempo,trasformano la stessa fisicità.
In tema di fisiognomica Platone sosteneva che quando l’anima si ammala il corpo stesso cambia il suo aspetto.Ovidio invece descrivendo l’invidia,forniva indicazioni precise su come il colorito acquississe un pallore particolare e su come tutto il corpo avesse specifici tratti distintivi.Anche Aristotele nella Fisiognomica afferma che quando l’anima è malinconica il corpo diviene languido e privo di colore,quando essa è allegra il corpo rifiorisce.Egli sosteneva che fosse possibile individuare il carattere e le disposizioni innate di un uomo, dalla sua struttura corporea e diverse osservazioni sull’argomento furono peraltro effettuate anche da Cicerone,Plinio,Seneca,Galeno.
Gli stessi Lavater, teologo svizzero (1778) nel Physiognomische Fragmente ed il più noto Cesare Lombroso (1897), esaminarono, in maniera forse non sempre condivisibile,il rapporto esistente fra il carattere e l’aspetto fisico.
Da un punto di vista psicologico ed emozionale ogni area corporea, evoca nel nostro “consapevole” inconscio un innumerevole serie di informazioni.Non è necessario che il soggetto agente abbia una piena conoscenza nè di tecniche relative ad una occidentale comunicazione non verbale,nè dell‘orientale diagnostica,che associa ad ogni funzione organica un suo aspetto eventualmente patologico e legato ad emozioni ben precise.L’istinto è molto più consapevole di uno studioso di tali discipline.
Per ragioni esemplificative però suddivideremo il corpo umano in varie zone.Resta inteso che tal studio necessiterebbe di un trattato interamente dedicato,ma senza danneggiare l’economia di spazio di cui esige un libro,si daranno spunti e nozioni base che potrà il lettore certamente approfondire in altra sede.
Suddivideremo il corpo quindi in zone maggiormente significative,macroaree che a loro volta sovrastano aree maggiormente definite, anch’esse non prive significati simbolici specifici.Osserveremo pertanto e sempre per esigenza di sintesi, alcune zone ,quali la testa,il collo,il torace,l’addome,la schiena,gli arti superiori ed inferiori,l’area genitale.
La testa,comprende anatomicamente molte microaree,ognuna delle quali è riconducibile ad un dato segnale.I capelli sono estremamente interessanti.Essi rappresentano un prolungamento del nostro cervello,depositario di idee e convinzioni.Strattonare i capelli o intervenire recidendoli è una modalità di esprimere, in chiave simbolica, una forma di aggressività che vuole impadronirsi delle nostre convinzioni più profonde,delle nostre idee del nostro modo di essere.I capelli nella cnv sono molto legati anche ad aspetti che hanno a che fare con la sessualità e nella medicina tradizionale cinese,in chiave patologica,a difficoltà di varia natura nella sfera affettiva ed alla paura e tristezza ed insicurezza.
Il collo è fisicamente la zona che sorregge la testa e che collega la stessa a tutto il resto del corpo.Gli organi che sono presenti in esso ci permettono di ingerire ciò che proviene dall’esterno e ci consentono altresi‘ di poter comunicare.Proverbialmente spesso utilizziamo frasi che indicano molto efficacemente ciò che avviene a livello emozionale.Ad esempio con la frase il pianto è strozzato in gola ,oppure avere un nodo alla gola, vogliamo intendere che le nostre emozioni delle volte, non riescono ad emergere perchè soffocate.
Afferrare la gola,come avviene ad esempio nel caso degli strangolamenti,genererebbe,un’anomalo processo identificativo con la vittima.Interrompendo l’immissione di aria,si interrompe un naturale processo che collega l’interno con l’esterno,pertanto,tutto ciò che proviene dal fuori non ha ingresso dentro di noi,ma al contempo,non si consente nemmeno a ciò che è in noi di poter esternarsi.L’intervento aggressivo su tale area corporea scaricherebbe su un soggetto terzo,le proprie ansie e le proprie personali frustrazioni che irrigidiscono ed impediscono il fluire della propria capacità di autodeterminazione espressività,ma al contempo, impedirebbe alla vittima la possibilità di poter esprimere concretamente un proprio giudizio rispetto a date situazioni.A ben notare,molto spesso accade che, le aggressioni localizzate sul collo,avvengano ad opera di soggetti con serie problematiche di socializzazione ed espressione di sè ed in ogni caso soggetti che, più o meno consapevolmente,hanno l’ intenzione di metter a tacere o non consentire all’aggredito di poter esprimere le proprie idee.
Il torace,va da sè che anche esso include moltissimi organi,ma rivolgeremo una particolare attenzione al cuore e nelle donne,ai seni.
Il cuore è l‘organo involontario per eccellenza che nutre tutto l’organismo.Sovrasta a livello psicologico tutte le emozioni più profonde,legate a gioie e dolori,leggerezza interiore o abbrutimento.L’intervento lesivo su tale organo evidenzia delle enormi lacune affettive legate all’abbandono,al rifiuto,al senso di non appartenenza.Ovviamente una rigida classificazione sarebbe riduttiva ed appare necessario ricordare che,la necessità di sintesi,impedisce un‘ esauriente trattazione della fattispecie in disamina.Tale singolare tipo di lettura comportamentale sarà argomentata pertanto a grandi linee al fine di consentire al lettore momenti di riflessione e di eventuali approfondimenti.
Il messaggio sotteso dal cuore è tu non ami,o ancor più profondamente,tu non mi nutri,non realizzi cioè quel compito che dovrebbe essere naturale ed innato per tua natura.
Tale schema si adatta molto su quei soggetti che hanno subito profonde lacerazioni con i propri genitori ed in particolar modo la propria madre.Bisogna sempre ricordare che non tutti gli individui che hanno un cattivo rapporto con i propri congiunti stretti avranno tali tipi di reazioni.Ovviamente esistono molte altre concause scatenanti ed i criteri valutativi, non possono limitarsi in senso stretto,solo alla valutazione di un univoco aspetto .
I seni,rappresentano la femminilità per eccellenza,e nello specifico,il legame che un bambino ha con la madre nei suoi primissimi mesi di vita.Essi rappresentano il nutrimento,la rassicurazione,uno dei primi veri contatti con la madre.
Molti gesti aggressivi sono rivolti a quest’area del corpo per motivi che appare superfluo specificare ed ovviamente legati ad una difficile relazione di amore ed odio legata al femminile in senso ampio.
L’addome,è un’enorme macroarea, in esso risiedono psicologicamente moltissime emozioni,basti pensare a tutti quegli organi che notoriamente subiscono l’influenza dei nostri umori.
Lo stomaco e l’intestino sono quegli organi che maggiormente riflettono i nostri sta i emotivi, unitamente alla pelle,ed agli stessi capelli. Tutti noi,almeno una volta nella vita, abbiamo avuto a che fare con tali tipi di problematiche generate da forti interazioni con eventi esterni.Pensiamo ad esempio ad una difficile periodo o una condizione più o meno conclamata di disagio della nostra vita o ancora,a delle difficoltà legate ad un evento in particolare.
Potremmo trovarci dinanzi a situazioni che non riusciamo a “digerire”, che ci provocano frustrazioni e pesantezza o eventi esterni che in ogni caso, non siamo in grando di gestire attraverso la nostra capacità di autodeterminazione.La manifestazione in chiave patologica di tale organo,la cui funzione biologica principale è quella di elaborare e trasmettere i nutrimenti provenienti dall’esterno,potrà generare scompensi di varia natura.
Stessa cosa dicasi per l’intestino,organo ancora più sensibile rispetto alle sollecitazioni esterne.Qualora ci siano in noi emozioni che tratteniamo o che di contro non riusciamo a trattenere,è proprio quest’organo che fa sentire prepotentemente la sua presenza,mutando sensibilmente i suoi equilibri naturali.
La schiena,è un’area molto estesa del corpo ed è quella che solitamente,in una situazione di disarmonia,duole qualora la propria vita sia stata caratterizzata dall’assunzione di forti pesi o responsabilità,delle volte inevitabilmente assunte o quando vi siano state forti paure(in questo caso l’area maggiormente interessata sarà la zona lombare).
Quasi come avviene nel mondo animale,anche gli esseri umani istintivamente utilizzano strumenti di protezione quando hanno timore per se stessi.Mettersi di schiena offre un maggiore senso di sicurezza,protegge automaticamente gli organi che si ritengono più fragili e delicati e che sarebbero maggiormente esposti se rivolgessimo al nostro interlocutore, la nostra parte anteriore.
Nella parte posteriore del corpo sono localizzati anatomicamente,organi come i reni.La medicina tradizionale cinese deputa tali organi a svolgere funzioni non solo fisiologiche come l’allontanamento delle scorie dal nostro organismo,ma sarebbero gli stessi,in una chiave di lettura che tiene conto di infinite modalità di comunicazione del nostro essere,anche i depositari di emozioni primordiali legati alla senso della stabilità,alle paure ed all’illusione.
Gli arti superiori, ed in particolar modo le mani hanno simbolicamente a che fare con la capacità di gestire,prendere ed afferrare,di dare,ricevere e sentire.
Le mani sono in tutte le iconografie rappresentate come simbolo di potere,simbolo del conferimento di una benedizione ed accettazione benevola cosi’ pure come consacrazione della propria forza.
Nelle interpretazioni simboliche, la mano destra e la sinistra,cosi’ come del resto la parete destra e sinistra del corpo, hanno significati diversi tra loro in relazione alle culture e religioni che li elaborano.Anche ogni singolo dito ha una sua valenza,gli stessi,sempre secondo i principi della antica medicina orientale,sono percorsi da piccoli canali elettrici direttamente collegati a specifici organi,ma non appare questa la sede per approfondire tale ulteriore argomentazione.
Gli arti inferiori,sono quelli legati alla capacità di movimento e pertanto alla propria indipendenza ed autonomia.Le eventuali lesioni ad ogni zona di questa circoscritta area,sottendono ad un tentativo di limitazione o privazione della propria potenzialità di stabilità,movimento ed individualità.
Soffermandoci in particolar modo sui piedi,si noterà certamente che essi calamitano l’attenzione di molti individui.Molti amano o sono gelossissimi dei propri piedi,cosi’ come taluno apprezza particolarmente le estremità altrui.Altrettanto notorio è invece la passione che molti individui hanno nell’acquisto frenetico di qualunque tipo di calzatura che li contenga.
Storicamente,in molte tradizioni il baciare,toccare o lavare i piedi, hanno rappresentato una modalità per esprimere la propria devozione,il proprio senso di appartenenza o il ruolo particolarmente sentito di qualcuno,e tali pratiche sono ampiamente riconosciute facendo riferimento alla mitologia,alla religione e alla cultura in genere.
Nell‘ antichità la lavanda dei piedi era un atto di sottomissione compiuto dagli schiavi nei confronti dei loro padroni, una forma di umiliazione che confermava la supremazia dei potenti sui loro servi,in molti testi sacri,assume invece una valenza diversa divenendo segno di umiltà.
Attraverso i piedi avviene il contatto con la terra e con ciò che questa rappresenta,la base, la stabilità e la sicurezza.I piedi permettono di camminare e di spostarsi,alludendo simbolicamente alla possibilità di avanzare nella vita e di superare le difficoltà.I piedi hanno un forte legame con la propria sfera intima,Freud e Jung hanno infatti interpretato tale forte interesse verso tale parte del corpo,considerandola come un simbolo infantile legato alla propria area genitale.
I piedi sono legati altresi‘ alla capacità di agire senza percepire fortemente vincoli imposti o legami dettati da convenzioni sociali e stereotipi ed proprio l’insieme di tutti questi fattori che offre preziose indicazioni allorquando gli atti lesivi siano ivi direzionati.
Un approccio in chiave aggressiva su tale zona, rappresenta sempre una modalità deviata di veicolare attraverso l’altro, le proprie problematiche interiori.Intervenire su tali zone denota prevalentemente una personalità con grandi forme di dipendenza affettiva e con una scarsa consapevolezza delle proprie potenzialità.Con estrema probabilità potremo trovarci inoltre,dinanzi ad un soggetto a cui in qualche modo,è stata impedita la naturale e fisiologica capacità di evolversi indipendentemente sperimentando pertanto l‘autonomia,oppure ancora, dinanzi a soggetti a cui è stata privata,in senso emotivo o fisico la libertà o a cui è stato trasmesso di contro,un forte senso dell’attaccamento nei confronti di persone o cose.
L’area genitale,come per i seni,anche l’area genitale rispecchia il proprio vissuto legato alle prime fasi di sviluppo dell’individuo.Una scarsa accettazione del proprio sè compresso a seguito di credenze trasmesse o inculcate generano inevitabili disarmonie che vengono elaborate pertanto in maniera falsata.Non c’è da stupirsi che molti fenomeni violenti o aggressivi coinvolgano in maniera prepotente questa area del corpo,cosi‘ come non c’è da stupirsi che moltissime forme deviazioni riguardino propria la propria vita intima.
Gli organi genitali sono quelli deputati ad innumerevoli funzioni,tra cui ovviamente quella del primo contatto per la riproduzione e la prima strada di accesso verso il mondo esterno che ha il bambino.La nascita viene considerata come uno dei primi momenti traumatici dell’individuo.E‘ il momento del distacco da un luogo protetto e sicuro ed è la maggiore ed irripetibile forma di unità e connessione con un’altro essere umano che resta archiviata nella nostra mente.
Il desiderio di rivivere condizioni in cui ci si è sentiti tutelati e schermati dal mondo esterno,non è un desiderio comune solo a soggetti viventi in uno stato di alterazione,ma è pressocchè comune a tutti.Non appartiene fortunatamente alla massa invece,la frustrazione aggressiva legata ad eventi che vengono vissuti dal soggetto agente come una privazione o un abuso da dover riequilibrare in qualche modo su di un soggetto estraneo alle proprie vicende personali.
Alcune esperienze molto traumatiche,legate a non solo ad abusi a propria volta subiti,ma anche ad un forzoso distacco da un individuo stabilizzante ed indispensabile,possono produrre effetti molto devastanti.La vittima diviene pertanto una sorta di calderone ove far convogliare tutte le energie inespresse o non canalizzate.Riequilibrare tal tipo di alterazione,necessiterebbe di un consapevole e prolungato percorso di sostegno ed aiuto.
Un interessante strumento volto alla ricerca della personalità di un eventuale autore è non solo l’analisi delle aree ove viene effettuata la lesione,ma anche la scelta del mezzo lesivo.
Da un punto di vista simbolico piuttosto che etico,l’utilizzo di un mezzo lesivo in luogo di un altro,identifica intenzioni ed una personalità senz’altro differente.Gli atti persecutori ex 612 bis c.p.,spesso,come purtroppo tristemente noto,sfociano in reati sanzionanti molto più efficacemente dal nostro legislatore.Siffatti comportamenti infatti,possono essere il preludio di lesioni fisiche molto gravi fino a sfociare nella statiuzione ex art 575 c.p.