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La paura come riconoscerla e gestirla

La paura come riconoscerla e gestirla

Vi siete mai chiesti che cosa sia la paura ?

Sapreste descriverla o sintetizzare in poche parole tutte le attivazioni corporee ed emotive che avvengono in noi quando siamo invasi da questa emozione? Ed ancora, sapreste spiegare cosa è la paura non stimolata da un evento scatenante esterno?

Se non è semplice definire in modo chiaro tale emozione, appare senz’altro ancora meno agevole, in taluni casi, riconoscere o definire cosa ci spaventa o quando le nostre paure si siano manifestate per la prima volta.

Al fine di conoscerci meglio e comprendere maggiormente ciò che avviene in noi, può esserci di aiuto l’interpretazione di un preziosissimo alleato, il nostro corpo!

L’organismo umano ha la straordinaria capacità di imprimere su di sé ogni più piccolo disagio emotivo o problematica, consentendoci in tal modo di riconoscere, attraverso talune sintomatologie e specifici segni corporei, la presenza o il consolidarsi di dati problemi che la nostra consapevolezza delle volte non riesce a percepire o non vuole osservare.

Potremmo paragonare questa straordinaria capacità del nostro corpo di colloquiare con noi come una sorta di ulteriore “sistema immunitario”, che quando allertato da agenti aggressivi esterni, si attiva intervenendo per la salvezza dell’intero sistema. Orbene, il nostro corpo, a par modo dei complessi sistemi che consentono di mantenere inalterato lo stato di salute del nostro intero organismo, si attiva segnalandoci attraverso specifici segni, ciò che va o non va a livello psico-emozionale. Appare ovvio però, che è necessario avere i giusti strumenti interpretativi che ci consentano di comprendere il muto ma assolutamente eloquente linguaggio del corpo.

Prima di descrivere la sintomatologia che potrebbe derivare da una eccessiva paura o capire cosa sia o a cosa serva, occorre puntualizzare che, per quanto possa apparire davvero insolito, molte problematiche affettive, il senso del rifiuto, il senso dell’abbandono o il non sentirsi meritevoli, inconsciamente di poter avere nella propria vita qualcosa di buono o positivo, sono fra le principali paure umane.

Tali problematiche certamente trovano la loro genesi in un evento scatenante rimosso, e probabilmente non ci si rende nemmeno conto di avere paura ad esempio dell’abbandono, ma il solo dato di non sapere non significa che le paure non “lavorino” in noi, stratificandosi. Partendo dal presupposto che non sempre quindi siamo in grado di auto-analizzarci o di distinguere nettamente ciò che in noi prevale, appare opportuno come primo passo, capire cosa è la paura e quando può strutturarsi.

La paura è un’emozione primordiale che può attivarsi già durante il periodo prenatale.

Numerosi sono gli studi oramai che osservano la vita del bambino durante la gravidanza ed è notorio ed acclarato che alcune situazioni esterne possano essere maggiormente apprezzate dal nascituro rispetto ad altre (pensiamo a quanto sia gradito ad esempio l’ascolto di musica classica). In gravidanza, infatti, il bambino percepisce non solo le emozioni positive o negative provenienti dallo stretto collegamento con la madre, ma può vivere anche suoi disagi personali o paure vere e proprie.

La paura assolve una fondamentale funzione in natura, ovverossia consente all’uomo di riconoscere i pericoli incombenti e pertanto di sopravvivere attivando le giuste modalità per aggirare l’ostacolo. Ma per quanto essa assolva a tale indispensabile funzione è pur vero che troppa paura, può divenire un male ed un vero e proprio ostacolo a vivere una vita serena ed equilibrata.

Dal regno animale possiamo trarre alcuni parallelismi utili a farci comprendere come avvengano le trasformazioni corporee sollecitate da stimoli esterni. Tali segnali ci consentono di capire meglio come la paura si manifesti sul corpo. Così come alcuni animali attivano erezioni pilifere o trasformazioni cromatiche onde mimetizzarsi o apparire al proprio avversario più grande ed altri invece secernono sostanze male odoranti onde scoraggiare il proprio avversario, anche l’uomo, non dissimilmente alle altre creature terrestri, attiva inconsapevolmente determinate manifestazioni fisiologiche su cui non ha alcun controllo!

Fra le manifestazione della paura attivate dal nostro sistema nervoso autonomo ricordiamo: pelle d’oca, erezione pilifera, perdita di liquidi (sudore, urina, lacrime), accelerazione del battito cardiaco, aumento della pressione sanguigna, tremore, incapacità al movimento, sudorazione, pallore improvviso, respirazione affannosa, tachicardia, aumento attività ghiandole surrenali, vampate di calore, vertigini, distorsione dei suoni ed ancora possibile perdita di appetito o secchezza della bocca. Ovviamente, tutte le attivazioni fisiologiche appena descritte, in natura hanno una loro precipua ed intuibile motivazione, altre invece, sono più silenziose, meno riconducibili ad una data problematica e non pertanto sempre facile per colui che sembrerebbe subirle, riconoscerne la vera origine.

Se appare quindi ben comprensibile il motivo per cui alcuni fenomeni corporei si manifestino a seguito di un evento esterno stimolante paura o terrore, ci si chiede invece come sia possibile che gli effetti dannosi della paura possano perdurare nel nostro organismo anche senza l’attivazione di un evento scatenante.

Il corpo umano, quando l’emozione paura è persistente e soffocata e non canalizzata nel modo più appropriato o non riconosciuta consapevolmente, manifesta sintomatologie tipicamente distinguibili. Tali manifestazioni, traenti origine da una serie di esperienze traumatiche archiviate nella nostra mente, via via si ripropongono ogni qual volta una data circostanza esterna rievochi non sempre palesemente, un’esperienza negativa vissuta ma rimossa dalla nostra consapevolezza. Il mero fatto di non ricordare l’esistenza di un dato evento, non significa che lo stesso non rimanga registrato nell’archivio della nostra memoria. Quel ricordo occultato continua ad agire ripercuotendosi su di noi e facendoci vivere, ad esempio, paure apparentemente ingiustificate.

Il nostro corpo, prezioso alleato, ci propone pertanto, onde farci scoprire tali problematiche nascoste, una serie di segnali e comportamenti indicatori ben conosciuti alla medicina tradizionale cinese ed alla psicosomatica.

Fra i comportamenti tipici della paura: sfiducia sproporzionata, carenza di capacità decisionale, timidezza eccessiva, ingiustificato timore, tendenza alla depressione, scarsa voglia di movimento, astenia, incapacità relazionale, tendenza ad avere le spalle chiuse ed il mento abbassato, incapacità di sostenere a lungo lo sguardo in un colloquio ed eccessiva mobilità oculare, tendenza all’abitudinarietà ed alla lamentela, tendenza ad avere i glutei ritratti, molteplicità di gesti auto-manipolatori, scarsa volontà, problematiche riguardanti la propria vita intima.

Fra i segni del corpo tipici dell’emozione paura: ipotono muscolare (gambe e glutei), zampe di gallina intorno agli occhi, colorito della pelle scuro, odore di acqua stagnante, impotenza, capelli privi di vitalità, dolori cervicale e emicrania, gonfiori nell’area del basso ventre dovuti a problematiche legate alla vescica, crampi muscolari, senso di poca mobilità e soprattutto poca stabilità. Ed ancora, occhiaie, problematiche ad ossa e cartilagini, ritenzione idrica, problematiche all’apparato urinario ed alla zona lombo-sacrale, riduzione della capacità, fragilità delle unghie, problemi all’udito, lingua secca, problematiche alla schiena, accumulo di liquidi in eccesso sulle gambe.

A cura di Avv. Tiziana Barrella – Responsabile scientifico Osservatorio Giuridico Italiano