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Il luminol

Il luminol

IL LUMINOL, LA SCIENZA AL SERVIZIO DELLA GIUSTIZIA PER L’ACQUISIZIONE DELLE PROVE

Dagli insetti e molluschi alla scena del crimine, il passo non è così breve, ma è pur vero, che la nascita di uno dei più affascinanti derivati chimici  che rileva tracce biologiche presenti in un ambiente, nasce proprio da un’ispirazione fornita dalla natura. Il Luminol, così meglio noto, consente di accertare la presenza di eventuali tracce ematiche in un luogo, seppure opportunamente rimosse attraverso detergenti comuni, attraverso la luminescenza emessa.

Nella nuova era tecnologica molti ambiti di ricerca sono stati rivoluzionati grazie al cambiamento  e al progresso; accanto alla ricerca delle prove in senso tradizionale, ed effettuata  con gli ordinari strumenti, si sono affiancate numerose tecniche utili al fine di poter recuperare quelle tracce biologiche che altrimenti andrebbero disperse poiché non visibili ad occhio nudo. 

Su una scena del crimine, Polizia Scientifica e R.I.S. hanno usufruito sapientemente delle nuove risorse, proprio al fine  di pervenire alla risoluzione dei casi nei tempi più stretti possibili.

La scienza molte volte  ha offerto il proprio supporto alle investigazioni, pensiamo ad esempio a quanti importanti risultati sono stati raggiunti attraverso test, oramai noti, come quello del DNA,  effettuato per la prima volta in Italia nel 1987 per il delitto Mosconi e che ha fornito un importante supporto in molti casi di crimini efferati. Nonostante però i grandi traguardi raggiunti dalle scienze moderne,  sembrerebbe che nel Bel Paese, nonostante le eccelse menti, ci sia una minore predisposizione all’utilizzazione delle innovazioni scientifiche e delle potenziali risorse che esse possono quindi rappresentare. In Francia infatti, ad esempio, rispetto all’Italia, il  test del DNA veniva già utilizzato già ben tre anni prima, dal 1984. 

Il nostro Codice spiega come acquisire legittimamente le prove ad opera degli operatori e l’importanza di una prova e la sua eventuale utilizzabilità in giudizio – trae vantaggio proprio dall’attendibilità  del metodo scientifico di riferimento.

Ma come nasce la sostanza tanto soventemente utilizzata per la ricerca delle tracce biologiche su una scena del crimine?  Molti organismi, dagli insetti ai pesci, dai  molluschi ai batteri fino ad arrivare al plankton, possono produrre luce – e ciò è noto da centinaia di anni. Già l’autore Plinio il Vecchio, scrittore, filosofo e naturalista latino (23 d.C.-79 d.C.) descrisse nei suoi scritti, un mollusco edibile, il Pholas dactylus, 

che emetteva luce quando mangiato. Lo stesso Plinio,  notò, sempre, come la natura avesse donato, della possibilità di creare un significativo bagliore notturno, anche un fungo lignicolo, l’ Omphalotus olearius. 

La  “nuova” scoperta in campo investigativo, che trae origine dall’ispirazione fornita dalla natura,  è la sostanza scientificamente conosciuta con nome IUPAC 5-AMMINO-2,3-DIIDRO-1,4-FTALAZINDIONE (Luminol), ovverosia, il composto utilizzato per  la rivelazione della presenza di sangue sulla scena del crimine.

Anche lavato o rimosso sfruttando la proprietà chimica della luminescenza, emette luce reagendo con il perossido di idrogeno, questo fa si che il ferro presente nell’emoglobina del sangue agisca da catalizzatore nella luminescenza. Affinchè possa essere visualizzato e poi istantaneamente fotografato, il luminol necessita di un ambiente quasi del tutto scuro al fine di distinguere in modo nitido  il colore blu.  La durata della luminescenza è di circa di 30 secondi, tempo però sufficientemente necessario al fine di individuare le tracce biologiche e appunto, fotografarle.

La peculiarità di questo composto è anche quella di rispondere allo stimolo di  altre sostanze, infatti il Luminol reagisce con il rame e la candeggina, con il sangue presente nell’urina, con il sangue animale e con le feci. Ovviamente, ciò necessita di effettuare ulteriori test, al fine di comprendere esattamente la presenza di quale sostanza specifica abbia rilevato il reattivo. Vale la pena evidenziare in ogni caso come, nonostante il suo utilizzo, il luminol non alteri affatto il test del DNA , che può essere quindi effettuato in maniera sicura anche su campioni già trattati.

La prova scientifica è certamente, ad oggi, una delle più sicure ed efficienti ma se è vero che il mondo della caccia al criminale è in continuo sviluppo, anche il criminale si adeguerà alla 3.0.

Dr Gianluca Serlenga