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Il linguaggio segreto della scrittura. Dal simbolismo alla grafologia

I simboli, il loro significato e la scena del crimine

Tutta la storia umana è costellata da evidenti segni dell’esistenza di una forma alternativa di comunicazione, diversa dalla scrittura o dal linguaggio verbale ed universalmente riconoscibile poiché molte volte intuitiva. Il ricorso ad un linguaggio espressivo, sintetico, rappresentativo di scene o forme è antico.
La scrittura primordiale era composta da segni che raffiguravano idee, cosi’ come i numeri indicavano convenzionalmente delle quantità. Le stesse forme di scrittura che si svilupparono in Cina e Giappone, sono un’espressione moderna di un’antica esperienza che, parte dal segno grafico, per poi convenzionalmente tradursi in una vera e propria forma di linguaggio.
Gli ideogrammi (Dal greco segno del pensiero) sono una serie di caratteri che utilizzano la trasposizione grafica di un oggetto o concetto.
I petroglifi preistorici,venivano usati al fine di definire un concetto,un esperienza,o ogni altra cosa che non poteva essere altrimenti trasmessa.
Prima ancora del linguaggio scritto o parlato, in tutta la storia umana, si è riscontrata l’esistenza di una enorme quantità di informazioni trasmesse attraverso l’uso di specifici segni pregni di significato simbolico. Alcuni studi hanno dimostrato che tali informazioni, vengono veicolate al nostro cervello che le elabora,pur senza l’ espressa conoscenza tecnica. Il linguaggio dei segni e la forza simbolica in essi racchiusa,verrebbero trasmessi con la stessa forza ed impatto emotivo che abbiamo quando osserviamo un’opera d’arte. Il messaggio sotteso, resterebbe impresso in virtù del coinvolgimento dei nostri sensi.
Gli aspetti di uno scambio comunicativo non riguardano il livello puramente semantico del messaggio,secondo la programmazione neuro linguistica, ciascun individuo interpreta la realtà attraverso tre sistemi rappresentazionali: per immagini (Visivo), suoni (Auditivo) o emozioni (Cinestesico). In genere in ogni persona prevale uno dei tre sistemi. Secondo recenti statistiche gli adulti sembrerebbero essere suddivisi in tal senso i tre categorie: 25% cinestesico; 20% uditivo; 55% visivo o visuale. La persona visiva si concentra sull’osservazione visuale del mondo esterno, è attirata dalle immagini e dall’esteriorità. Ha una forte immaginazione e memorizza la parte visiva di ogni avvenimento. Ciò però non fa automaticamente escludere che anche un soggetto tipicamente definito ad esempio uditivo non possa essere suggestionato dalla forza emotiva di un’immagine. Tutto si esprime attraverso il simbolismo. Per Goethe si ha una vera simbolica ovunque”il particolare rappresenti l’universale, non come sogno od ombra,bensi’ come rivelazione viva ed immediata di ciò che non può essere indagato”. Per C.G. Jung è ammissibile un patrimonio comune di forme originarie (gli archetipi) che possono essere un utile strumento per la lettura del pensiero simbolico.
L’uso dei simboli non è solo relegato alla storia antica, ma se ne fa un largo uso anche in tempi meni risalenti. Pensiamo ai simboli legati alle usanze tipiche di un popolo o a quei simboli che consentono il riconoscimento di un’appartenenza ad un dato ordine o sistema (un logo,un marchio,l’uso di un simbolo nuziale, ecc.).
Lo studio di tali segni grafici ha una grande valenza anche in una chiave di lettura criminologica, poiché consentirebbe all’interprete, di effettuare una valutazione relativa alla personalità di un soggetto o un di un gruppo in virtù della loro eventuale appartenenza ad un dato credo, o di comprender meglio le motivazioni intrinseche di un dato modus operandi.
Il repertamento su una scena del crimine di determinati oggetti ritualistici,o la rappresentazione grafica di simboli specifici,come quelli ritrovati sul corpo della povera Melania Rea, sono tipici esempi di come può essere utile all’investigatore, avere contezza del significato o dell’utilizzo, ad opera di singoli o gruppi, di un dato simbolo al fine di veicolare un’indagine in una data direzione o meno.La conoscenza e l’approfondimento di tali studi ha inoltre un altro pregevole vantaggio, ovverossia quello di aiutare l’investigatore a riconoscere uno “Staging” o “messa in scena”,cioè quella alterazione della scena del crimine volta a depistare le indagini onde fugare ogni eventuale sospetto su un dato soggetto ed indirizzare altrove le indagini stesse.
Locandina grafologia