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il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale.Aspetti criminologici e psicosomatici

Workshop “Il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale. Aspetti criminologici e psicosomatici” Torino 24, 25 e 26 ottobre 2014.

Il corpo umano è la sintesi finale di una serie innumerevole di processi che, letti correttamente, possono divenire un prezioso strumento, per meglio “interpretare” se stessi e per relazionarsi con gli altri.
Sul corpo infatti, possono essere leggibili a chiari caratteri, personalità e vissuto di un dato soggetto, tutto è saper leggere ed interpretare l’insieme di simboliche che si manifestano su di esso.
La umana comunicazione utilizza la semantica in maniera nettamente inferiore rispetto alle altre forme comunicative. Addirittura sembrerebbe che, solo in percentuali bassissime, l’uomo utilizzi la parola che può essere in ogni caso, contraffatta, distorta o mal compresa.
Il corpo non mente. La gestualità, la postura, i colori utilizzati, il modo di modulare la voce, la conformazione stessa del corpo, i tratti del volto e le sue espressioni, hanno interessato pensatori di ogni sorta e tempo. Comprendere infatti dall’aspetto e dalle espressioni del volto qualcosa in più del nostro interlocutore, non è solo uno dei principi basilari delle leggi universali della sopravvivenza, ma diventa un’esperienza arricchente sotto molti profili, migliora infatti le capacità autocritiche ed introspettive,migliora la capacità di  gestione delle dinamiche relazionali con gli altri e, non da ultimo, aumenta la potenzialità di saper “leggere” il nostro interlocutore.

Tali branche della conoscenza non sono affatto nuove, si pensi che fra i testi di fisiognomica (arte di leggere il volto) già Aristotele comprese l’importanza dello studio della morfologia del volto per interpretare alcune predisposizioni naturali legate al carattere. Molti si sono intervallati cercando di comprendere come  la scoperta dei moti dell’animo umano e delle sue passioni, potessero essere codificate nel linguaggio del corpo (Leonardo da Vinci) ed i successi di secoli di ricerca e studio, non lasciano oramai spazio a dubbi sul fatto che le emozioni ed i sentimenti umani siano le fonti privilegiate da cui la struttura corporea trae la sua connotazione.

Le fasi  della vita di ciascun individuo, sono costellate da numerose emozioni e stati d’animo che verrebbero memorizzate dal corpo, segnalando pertanto, in maniera piuttosto precisa, le evoluzioni ed i cambiamenti in atto. Il corpo è tutt’altro che una statica struttura frutto solo dell’ereditarietà, ma è invece una straordinaria macchina che registra ogni apparentemente impercettibile cambiamento.

Si sedimentano sulla struttura corporea  infatti, stati emotivi alterati, esperienze trascorse, momenti che hanno segnato in particolar modo(sia in senso positivo che negativo) la nostra vita e nessuno è immune da tal cosa. I segni che si manifestano sul corpo, diventano un vero e proprio “garante” dell’importante processo che avviene dentro di noi rivelandoci, in maniera chiara e semplice, il contesto dinamico in cui stiamo vivendo ed i riflessi che esso ha sulla nostra psiche e, quindi, sul  nostro organismo. L’importanza di tali percorsi di studio, meglio si comprende soprattutto se il tutto viene osservato attraverso una chiave di lettura che valuta tali manifestazioni come una disfunzione dell’armonia del “sistema”.
Lo studio delle varie ed alternative modalità comunicative e la loro riscoperta autentica come strumento utile alla conoscenza del proprio interlocutore, trovano una larga applicazione nelle scienze criminologiche. La decodificazione del linguaggio del corpo, infatti, diventerebbe in tal senso, un prezioso alleato per la realizzazione di un profiling e per la ricostruzione del trascorso di un individuo, ma da non sottovalutare è l’utile apporto che potrebbero offrire tali tecniche in  chiave preventiva.

Individuando, infatti, elementi indicatori che mettano meglio in luce personalità e carattere di un soggetto, potrebbe certamente essere più agevole evitare il compiersi di eventi criminosi. Pensiamo, ad esempio,  ai reati di Stalking ove, in molti casi, il legame affettivo tra autore e vittima è talmente stretto da consentire una costante vicinanza con il proprio eventuale aggressore. Possedere la conoscenza di strumenti che consentano di leggere oltre le parole, potrebbe essere di aiuto e sostegno.

Nei Paesi Anglosassoni, negli Stati Uniti ed in molte altre nazioni, tali tecniche, che utilizzano il corpo ed i metodi di lettura delle espressioni facciali, vengono soventemente utilizzate al fine di sgominare attacchi terroristici o al fine di riconoscere o meno l’attendibilità di un probabile reo o di una vittima di un reato. Tale è l’enorme interesse verso tali metodi ricognitivi che si è dato vita anche ad una celebre serie televisiva, Lie  to me, (i cui accorgimenti tecnici sono peraltro stati effettuati dal Dott. Prof. Paul Ekman, psicologo e massimo esperto mondiale dello studio delle espressioni facciali)  che ha consolidato ancor più la convinzione di dare uno spazio ben più ampio ed una visione integrata di tali tipi di branche della conoscenza.
In tal senso, dallo scorso aprile, si è dato il via ad una serie di incontri itineranti, che vedono coinvolti giuristi, psicologi, psichiatri, medici ed esperti del settore, al fine di evidenziare come tali conoscenze possano avere più che dei riflessi nell’ambito dei più diversificati settori. Il workshop formativo partito da Roma e poi proseguito nella splendida cornice della Reggia Vanvitelliana di Caserta, presso la Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare, approda ora nella città di Torino.
I giorni  24, 25 e 26 ottobre infatti, saranno affrontate, con un taglio estremamente pratico e senza pregiudicare  le esigenze scientifiche, tali affascinanti tematiche. L’evento sarà patrocinato dall’Osservatorio Giuridico Italiano, dall’Università Pontificia Salesiana Rebaudengo, dall’ Accademia Italiana di Scienze Forensi,dall’ Ordine degli Avvocati di Torino, dall’ Ordine degli Psicologi Piemonte, dall’ Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Torino e dal Comune di Torino.
Interverranno:
Prof. Alessandro Meluzzi- psichiatra e criminologo;
Avv. Tiziana Barrella- esperta in segni del corpo;
Prof. Giovanni Presta- presidente commissione vigilanza strutture socio sanitarie;
Prof. Don Ezio Risatti-preside università pontificia salesiana ;
Dott. Paola Giannetakis-psicologa investigativa;
Dott. Francesco Di Fant-esperto in linguaggio del corpo;
Dott. Cinzia Gimelli-psicologa clinica giuridica ed investigativa;
Dott. Ilaria Mura-giornalista ed inviata di Quarto Grado;
Prof. Roberto Testi- direttore s.c.medicina legale ASL TO 2i;
Cap. Biagio Fabrizio Carillo -comando CC legione Piemonte e Valle D’Aosta