0823 1848090 osservatoriogiuridicoitaliano@gmail.com

IL GIOCO E’ BELLO QUANDO DURA POCO:

Il gioco d’azzardo patologico

Secondo un antico proverbio il troppo storpia, vale a dire che gli  eccessi hanno il più delle volte una connotazione negativa. Ed è proprio l’eccesso che può trasformare un gioco in una patologia. Stiamo parlando del gioco d’azzardo patologico, conosciuto anche come ludopatia o gambling, una forma di dipendenza patologica caratterizzata dall’incapacità di resistere alla tentazione di giocare somme di denaro sempre più elevate.

Caratteristiche

Il gioco d’azzardo patologico è un comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo che  comporta disagio o compromissione clinicamente significativi (DSM -5, 2013). Può essere definito come una patologia progressiva che si sviluppa attraverso varie fasi. La prima fase, denominata vincente, è connotata dalle prime vincite che il soggetto attribuisce più alle proprie capacità che alla fortuna e che motivano a giocare in modo crescente, spesso grazie alla capacità del gioco di produrre un piacere e di alleviare tensioni e stati emotivi negativi;  La seconda fase, definita perdente, inizia con le prime perdite che risultano alquanto inaspettate e percepite come segni di sfortuna. Il soggetto inizia una vera e propria rincorsa nel tentativo di recuperare le somme perse, ritenendo che alla fase negativa in atto seguirà inevitabilmente un nuovo periodo fortunato e favorevole. Tutto ciò genera una corsa al gioco sempre più spasmodica e una spirale di perdita e tentativi di rincorsa che porta direttamente alla terza fase che è quella della disperazione  in cui aumenta sempre più  il tempo dedicato al gioco e l’isolamento sociale conseguente. Possono essere  commessi atti illeciti al fine di procurarsi denaro per giocare. In questa fase sono frequenti sentimenti di depressione e pensieri suicidari che spingono il soggetto a giocare ancora, proprio per cercare sollievo da tali sentimenti di disperazione. Nella maggior parte dei casi, è in questa fase che vengono formulate le richieste di aiuto.

Sintomatologia

Il gioco d’azzardo può portare ad una compromissione negativa di molteplici aspetti della vita di un individuo: personale, economico e sociale, con conseguenze anche gravi.

 Dal punto di vista psicologico, la dipendenza si manifesta attraverso:  un  bisogno di quantità sempre crescenti di denaro per ottenere l’eccitazione desiderata; irrequietezza o irritabilità nei tentativi di ridurre o di smettere di giocare; tentativi di “rincorrere” le proprie perdite; frequenti preoccupazioni dovute al gioco; ricorso al gioco d’azzardo nei momenti di disagio; senso di colpa per le somme di denaro perse; alterazioni dell’autostima; tendenza alla superstizione; aumento dell’impulsività; distorsione del pensiero (ad es., negazione, senso di potere e di controllo sugli esiti degli eventi casuali, eccessiva sicurezza). E’ frequente la convinzione che il denaro sia la causa e anche la soluzione dei propri problemi. Sono altresì frequenti depressione  e instabilità del tono dell’umore.

Circa la metà degli individui in trattamento per gioco d’azzardo ha idee suicidarie e circa il 17% ha tentato il suicidio.

Pur trattandosi di una forma di dipendenza senza sostanza, il GAP presenta anche una sintomatologia prettamente fisica caratterizzata da: disturbi dell’alimentazione, disturbi dell’apparato gastro-intestinale, cefalea, insonnia, sintomi fisici dovuti all’ansia quali sudori, palpitazioni, tremori, ecc.

Per quanta riguarda la sfera sociale e familiare,  possono essere gravemente compromesse a causa dei danni economi dovuti al gioco. Si possono verificare problemi sul lavoro, in quanto l’impulso a giocare può essere sempre più frequente e difficile da controllare scaturendo assenteismo, prestazioni mediocri fino alla perdita del lavoro. Molti giocatori contano sugli altri per procurarsi il denaro necessario per risolvere situazioni finanziarie disperate causate dal gioco; altri arrivano a rubare denaro a lavoro o a casa; possono mentire ai propri familiari, amici o altri per nascondere la portata del coinvolgimento nel gioco d’azzardo. Molto frequente è anche il ritiro sociale.

Trattamento del gioco d’azzardo patologico

Il trattamento del gioco d’azzardo patologico può prevedere setting individuali, familiari e di gruppo e, nei casi può gravi, avvalersi anche di un supporto farmacologico. La terapia cognitivo comportamentale risulta essere particolarmente efficace nel trattamento di tale disturbo; consiste in una ristrutturazione cognitiva delle idee irrazionali che causano il perdurare della dipendenza. Il soggetto viene aiutato ad apprendere delle strategie per fronteggiare gli eventi stressanti in alternativa al gioco.

Legislazione gioco d’azzardo

Il gioco d’azzardo patologico negli ultimi anni ha registrato una rapida e preoccupante diffusione. Ai problemi lavorativi, sociali e personali sopra elencati, vi possono essere delle ripercussioni anche dal punto di vista legale, legate, ad esempio, al ricorso e al conseguente indebitamento e assoggettamento a tassi usurai dettati dalla criminalità organizzata,  fenomeno, questo, evidenziato anche dalla Direzione Nazionale Antimafia che ha sottolineato come le mafie abbiano effettuato investimenti ingenti nel settore dei giochi legali.

Allo stato attuale ancora non c’è una normativa comunitaria specifica  relativa al gioco d azzardo. Nel 2013 è stata approvata dal Parlamento Europeo una risoluzione che legittima gli interventi degli Stati membri aventi come obiettivo la protezione dei giocatori. Nel 2014 la Commissione Europea si è espressa sul gioco d azzardo online, attraverso una raccomandazione con cui sono stati stabiliti dei principi volti a tutela dei consumatori, in particolar modo dei minori e dei soggetti più deboli.  E’ stata sottolineata la necessità  di:   una pubblicità responsabile per fornire informazioni ai giocatori circa i rischi legati al gioco d’azzardo;  di vietare ai minori l’accesso al gioco online; di creare un conto di gioco al fine di determinare identità ed età del giocatore, con fissazione di limiti di spesa; di istituire linee telefoniche per assistenza ai giocatori.

Per quanto riguarda la legislazione nazionale italiana, la regolamentazione del gioco differenzia i giochi vietati da quelli consentiti, per i quali è necessaria un’apposita concessione o autorizzazione.

Le disposizioni del testo unico del 1931 in materia di pubblica sicurezza, nel corso degli anni hanno subito notevoli variazioni e aggiornamenti. Ad esempio, la legge n. 266 del 2005 (legge finanziaria per il 2006, art.1, comma 525 ss) attribuisce all’Azienda Autonoma Monopoli di Stato la regolamentazione della distribuzione online dei giochi con vincite in denaro, nonché l’inibizione dei siti web che risultino privi delle autorizzazioni previste.

Il decreto legge n.98 del 2011 (convertito nella legge n.111 del 2011), nel ribadire il divieto di partecipazione ai minori di 18 anni ai giochi pubblici con vincite in denaro, inasprisce le sanzioni, di natura pecuniaria vale a dire di sospensione dell’esercizio o di revoca nel caso di commissione di tre violazioni; inoltre vengono dettate norme più severe riguardo ai requisiti dei concessionari di giochi pubblici e disposizioni per contrastare l’evasione, l’elusione fiscale e il riciclaggio (comma 20 ss).

Con la legge n.88 del 2009, art. 24, commi 12 ss (legge comunitaria per il 2008) vengono definiti nuovi requisiti per coloro che richiedono la concessione e inasprite le sanzioni. Inoltre, è previsto l’utilizzo di strumenti e accorgimenti aventi la finalità di escludere l’accesso dei minori a giochi online. La legge n. 220 del 2010 (art.1, commi 78 ss) regolamenta le concessioni per l’esercizio e la raccolta dei giochi pubblici, allo scopo di contrastare la diffusione del gioco illegale e le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore.

Con il decreto legge n. 158 del 2012 (convertito nella legge n. 189 del 2012) conosciuto anche come decreto Balduzzi, è stato effettuato un intervento più organico in materia. Tale decreto affronta diverse tematiche come :aggiornamenti per i livelli di assistenza con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione dei soggetti affetti da ludopatia (art. 5, comma 2); il divieto d’inserimento di messaggi pubblicitari di giochi con vincite in denaro nelle trasmissioni televisive e radiofoniche, nonché durante le rappresentazioni teatrali e cinematografiche e su giornali, riviste e pubblicazioni; la promozione di campagne informative ed educative sul tema nelle scuole (art.7, comma  bis); il divieto d’ingresso per i minori di 18 anni nelle aree destinate al gioco con vincite in denaro.

In base a tale decreto, inoltre, è stato istituito un Osservatorio (presso il Ministero della Salute ai sensi della legge n.190 del 2014) per valutare le misure più efficaci al fine di  contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Nel 2016, con la cosiddetta Legge di Stabilità (legge n.208 del 2015, art.1, comma 946) è stato istituito un fondo per il gioco d’azzardo patologico, al fine di garantire le prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette.

Con l’articolo 9 del decreto-legge n.87 del 2018 (Decreto Dignità) viene vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse, nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata con qualsiasi mezzo.

Dott.ssa Antonietta Perrotta

Psicologa – Psicoterapeuta – Criminologa