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Corpo, comportamento, comunicazione,crimine

Corpo, comportamento, comunicazione,crimine

Corpo, Comunicazione, Comportamento , Crimine

Il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale, utilizzati  in una chiave di lettura che vede il corpo umano come la sintesi finale di una serie innumerevole di processi, rappresentano un prezioso strumento, utile non solo al fine di poter “interpretare” se stessi, ma anche per poter meglio comprendere e  relazionarsi con gli altri.

 Sul corpo, sono leggibili infatti, a chiari caratteri, la personalità ed il vissuto di un dato soggetto che si manifestano attraverso un’insieme di simboliche che, se correttamente interpretate, forniscono preziose informazioni sul nostro interlocutore.

 La umana comunicazione utilizza la semantica, in maniera nettamente inferiore rispetto ad altre forme di comunicazione, addirittura sembrerebbe che, solo in percentuali  bassissime, l’uomo  utilizzi la parola che può essere in ogni caso, contraffatta, distorta o mal compresa.

Il corpo non mente. La gestualità, la postura, i colori utilizzati, il modo di modulare la voce, la conformazione stessa del corpo, i tratti del volto e le sue espressioni, hanno interessato  pensatori di ogni sorta e tempo. Tutti infatti,  si sono mossi verso un’unica direzione ed attraverso la modalità di lettura che gli era più propria, ovverossia la scoperta dei moti dell’animo umano e delle sue passioni codificate nel linguaggio del  corpo (Leonardo da Vinci).Le emozioni ed i sentimenti umani infatti, sembrerebbero essere le principali fonti di interazione con il corpo, che, somatizzando, manifesta su di esso segni ben precisi.

Storicamente, molti interpreti hanno messo in luce i collegamenti esistenti fra gli aspetti emotivi e psicologici e le oramai innegabili colleganze che tali fattori hanno con la struttura corporea. Il corpo risponde alle sollecitazione che provengono “dall’interno”segnalando eventuali disfunzioni dell’armonia del “sistema”

 L’utilizzo corretto delle varie ed alternative modalità comunicative, la loro riscoperta autentica  come strumento utile alla conoscenza del proprio interlocutore ed alla realizzazione di un profiling, la loro applicazione alle  scienze criminologiche e criminalistiche, anche in una chiave di lettura volta alla prevenzione, il sapiente utilizzo degli strumenti di contenzione e del corpo in genere e ciò che la giurisprudenza valuta come atti  impropri ed illegittimi, rappresentano le nuove frontiere della criminologia italiana.

Nei Paesi Anglosassoni, negli Stati Uniti ed in molti altri nazioni, tali tecniche, che utilizzano il corpo ed i metodi di lettura delle espressioni facciali, vengono soventemente  utilizzate al fine di sgominare attacchi terroristici o al fine di riconoscere o meno l’attendibilità di un probabile reo o di una vittima di un reato. Tale è l’enorme interesse verso  tali metodi ricognitivi che si è dato vita anche una celebre e di successo serie televisiva, Li to me, che ha consolidato ancor più la convinzione di dare uno spazio ben più ampio ed una visione integrata di tali tipi di branche della conoscenza.

In tal senso, dallo scorso aprile si è dato il via ad una serie di incontri itineranti,che vedono coinvolti giuristi, psicologi, psichiatri, medici ed esperti del settore, al fine di evidenziare come tali conoscenze possano avere più che dei riflessi nell’ambito dei più diversificati settori.

Imminente è l’evento torinese del 24 25 e 26 ottobre,ove saranno impartiti i principali strumenti al fine di decodificare il linguaggio del corpo. L’interesse elevatissimo verso tali branche della conoscenza ha fatto si che anche nuove tappe del “tour” italiano vengano previste.