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Impronte digitali false

Impronte digitali false

È un’impronta digitale artificiale fatta di silicone, gomma, gel o pellicola e su carta che viene utilizzata per ingannare i comuni lettori biometrici. Attualmente il furto di identità è in continuo aumento e gli scopi sono di natura illegale, ed oltre alle generalità possono essere clonate anche le nostre impronte digitali. In passato la sicurezza negli accessi raccontata nei film era da fantascienza, spalancare gli occhi e guardare nella telecamera per accedere in un’area riservata, apporre un dito o il palmo della mano contro un lettore ottico per accedere ad aree protette. Oggi, naturalmente, il riconoscimento dell’iride, i lettori di impronte digitali e altri sistemi biometrici stanno diventando sempre più comuni. Basti pensare alla maggior parte dei moderni smartphone, hanno un lettore di impronte digitali che consente di sbloccare il telefono senza dover ricordare una password o un numero. La maggior parte dei sensori biometrici in commercio sono vulnerabili, perché i tradizionali scanner di impronte digitali rilevano un’immagine bidimensionale, ovvero la superficie dell’impronta, non riconoscendo l’immagine falsa, con il risultato di rendere inutile i controlli, annullando il livello di sicurezza, basti pensare agli ingressi fraudolenti negli accessi civili, agli accertamenti di Polizia presso gli scali di frontiera aerea e marittima. La tecnologia attuale ha sviluppato software per la registrazione delle immagini delle dita in 3D che accerti la natura reale dell’impronta, il sensore incorpora il rilevamento delle dita sia LIVE che FAKE utilizzando una combinazione delle tecnologie che non solo legge le impronte digitali ma può rilevarne la “vivacità” sulla base di un’analisi algoritmica delle caratteristiche micro e macro, delle ghiandole eccrine e del flusso sanguigno dei capillari sotto...
PERDITA DELLE IMPRONTE PAPILLARI A SEGUITO DI TRATTAMENTI CHEMIOTERAPICI

PERDITA DELLE IMPRONTE PAPILLARI A SEGUITO DI TRATTAMENTI CHEMIOTERAPICI

Si è scoperto che l’effetto della chemioterapia può causare la temporanea perdita delle caratteristiche identificative delle impronte. L’uso delle impronte papillari per consentire un sicuro accesso a dispositivi personali, a strutture pubbliche e private e per garantire maggiori condizioni di sicurezza nazionale o per  disciplinare l’enorme flusso immigratorio registrato negli ultimi tempi in Europa, è in costante aumento. Grazie alle possibilità offerte da una tecnologia che ogni giorno supera se stessa, offrendo all’utente incredibili sistemi di cattura e registrazione digitale, il vecchio sistema dell’assunzione delle impronte ottenuto attraverso l’inchiostrazione delle dita ed il successivo trasferimento su carta, è stato sostituito da potenti e velocissimi sistemi biometrici. Nonostante l’elevata affidabilità di tali sistemi, una limitata percentuale di impronte rischia comunque di non essere riconosciuta, a causa delle caratteristiche dello scanner ma anche in relazione alla qualità dell’impronta, soprattutto se questa risulta compromessa da fattori esogeni od endogeni. I risultati di questo studio che nell’esaminare le impronte delle persone sottoposte alle cure, hanno evidenziato diversi problemi, sia durante il trattamento che dopo, coinvolgendo sia l’aspetto quantitativo, che quello qualitativo, le stesse come si evince nella foto (1), si presentano con interruzioni e una notevole frastagliatura delle creste.                                              Foto nr.1 E’ possibile che l’esame approfondito condotto da un esperto dattiloscopista, può permettere comunque l’identificazione di almeno 15 punti di corrispondenza, come indicati nella foto (1), non può affermarsi  lo stesso per i dispositivi biometrici. La lettura e l’identificazione dell’impronta, risulterebbe problematica per qualsiasi sensore o scanner, come è realmente accaduto a pazienti cui è stato negato l’accesso alle dogane e nelle Banche. Inoltre con l’età avanzata, questi soggetti sono maggiormente...
Le parafilie

Le parafilie

Le parafilie (meglio conosciute come perversioni sessuali), definiscono  diversi comportamenti sessuali che interessano svariate forme di attrazione verso soggetti animati o inanimati e fanno riferimento ad un’anomala ricerca della soddisfazione sessuale. Tutti gli individui cosiddetti normali possono avere delle fantasie che possono portare a mettere in atto pratiche sessuali che potrebbero apparentemente sembrare “perverse”. La linea tra normalità e patologia nella sessualità non è così netta e definita ed è legata ad aspetti quali la non esclusività, la non compulsione del comportamento e soprattutto al consenso reale dei partner sessuali. È possibile definire “normali” quelle condotte sessuali che si svolgono innanzitutto tra soggetti realmente consenzienti e non reca disagio, sofferenza o problemi legali (nella cultura di riferimento) a nessuno dei partecipanti all’attività e non rappresenta una condotta esclusiva che viene svolta come una compulsione e non interferisce con lo svolgimento della vita sociale e lavorativa. Di conseguenza possiamo definire  un comportamento sessuale “patologico” quando causa anche ad uno soltanto dei partecipanti all’attività, disagio, sofferenza, interferenze con le attività lavorative e/o sociali, quando si compie come una compulsione, quando reca danni, quando causa problemi legali. Un comportamento sessuale può essere qualificato come parafilia in base al contesto socio-culturale di riferimento. Nell’odierna cultura occidentale, infatti, sono considerate parafiliche condotte, quali ad es. la pedofilia, considerate, invece,  “normali” in altre culture o società antiche, mentre sono considerate “normali” condotte,  ad  es. l’omosessualità, considerate in altre culture o da noi fino ad alcuni anni,  patologiche. Il DSM (diagnostic and statistical manual of mental disorder ) definisce le parafilie come: “qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i...
La paura come riconoscerla e gestirla

La paura come riconoscerla e gestirla

Vi siete mai chiesti che cosa sia la paura ? Sapreste descriverla o sintetizzare in poche parole tutte le attivazioni corporee ed emotive che avvengono in noi quando siamo invasi da questa emozione? Ed ancora, sapreste spiegare cosa è la paura non stimolata da un evento scatenante esterno? Se non è semplice definire in modo chiaro tale emozione, appare senz’altro ancora meno agevole, in taluni casi, riconoscere o definire cosa ci spaventa o quando le nostre paure si siano manifestate per la prima volta. Al fine di conoscerci meglio e comprendere maggiormente ciò che avviene in noi, può esserci di aiuto l’interpretazione di un preziosissimo alleato, il nostro corpo! L’organismo umano ha la straordinaria capacità di imprimere su di sé ogni più piccolo disagio emotivo o problematica, consentendoci in tal modo di riconoscere, attraverso talune sintomatologie e specifici segni corporei, la presenza o il consolidarsi di dati problemi che la nostra consapevolezza delle volte non riesce a percepire o non vuole osservare. Potremmo paragonare questa straordinaria capacità del nostro corpo di colloquiare con noi come una sorta di ulteriore “sistema immunitario”, che quando allertato da agenti aggressivi esterni, si attiva intervenendo per la salvezza dell’intero sistema. Orbene, il nostro corpo, a par modo dei complessi sistemi che consentono di mantenere inalterato lo stato di salute del nostro intero organismo, si attiva segnalandoci attraverso specifici segni, ciò che va o non va a livello psico-emozionale. Appare ovvio però, che è necessario avere i giusti strumenti interpretativi che ci consentano di comprendere il muto ma assolutamente eloquente linguaggio del corpo. Prima di descrivere la sintomatologia che potrebbe derivare da una eccessiva...
La Menzogna

La Menzogna

La menzogna è un comportamento naturale, universale, nato con l’uomo ma individuabile senza nessuna forzatura, anche in talune specie animali che sembrerebbe utilizzino la finzione al fine garantirsi la loro stessa  sopravvivenza. E’ una modalità comunicativa che, volutamente e consapevolmente,modificando, alterando  o costruendo  una realtà altra, tende ad ingannare il soggetto/i verso cui è direzionata. La menzogna ci è familiare fin dagli albori della storia scritta, religiosi, filosofi, letterati, artisti,  hanno sempre evidenziato come  l´abitudine a dire la verità, non sia certamente tra le virtù dell’essere umano che, addirittura,  imparerebbe a  mentire già nell’infanzia. E’ una capacità adattiva, che si contrappone alla cooperazione e alla  lealtà fra individui. La menzogna è un atto intenzionale, in quanto chi mente sa di modificare volutamente la realtà ed è pertanto, essenzialmente caratterizzata da elementi facilmente distinguibili: contenuto falso rispetto alla realtà ; intenzione di ingannare e consapevolezza piena della non veridicità delle proprie affermazioni. Di contro, per quanto sia semplice definitoriamente parametrare una menzogna, non è altrettanto  facile individuare  chi sta mentendo. Molti sono gli studi oggi realizzati sull’argomento,è stato rilevato infatti, su un numero sufficientemente ampio di soggetti, che, al fine di poter individuare una menzogna, esistono alcuni elementi indicatori che il nostro corpo manifesta. Il linguaggio del corpo non mente; le  variazioni che avvengono possono essere nella maggior parte dei  casi, poco modificabili dall’emittente che sarà in preda dalla sue emozioni a seconda del  valore  della posta in gioco. Più la posta è alta infatti e più gli elementi  indicatori della menzogna potrebbero essere evidenti. Resta inteso che, molti dei parametri normalmente utilizzati nel loro complesso al fine di comprendere...
Corpo, comportamento, comunicazione,crimine

Corpo, comportamento, comunicazione,crimine

Corpo, Comunicazione, Comportamento , Crimine Il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale, utilizzati  in una chiave di lettura che vede il corpo umano come la sintesi finale di una serie innumerevole di processi, rappresentano un prezioso strumento, utile non solo al fine di poter “interpretare” se stessi, ma anche per poter meglio comprendere e  relazionarsi con gli altri.  Sul corpo, sono leggibili infatti, a chiari caratteri, la personalità ed il vissuto di un dato soggetto che si manifestano attraverso un’insieme di simboliche che, se correttamente interpretate, forniscono preziose informazioni sul nostro interlocutore.  La umana comunicazione utilizza la semantica, in maniera nettamente inferiore rispetto ad altre forme di comunicazione, addirittura sembrerebbe che, solo in percentuali  bassissime, l’uomo  utilizzi la parola che può essere in ogni caso, contraffatta, distorta o mal compresa. Il corpo non mente. La gestualità, la postura, i colori utilizzati, il modo di modulare la voce, la conformazione stessa del corpo, i tratti del volto e le sue espressioni, hanno interessato  pensatori di ogni sorta e tempo. Tutti infatti,  si sono mossi verso un’unica direzione ed attraverso la modalità di lettura che gli era più propria, ovverossia la scoperta dei moti dell’animo umano e delle sue passioni codificate nel linguaggio del  corpo (Leonardo da Vinci).Le emozioni ed i sentimenti umani infatti, sembrerebbero essere le principali fonti di interazione con il corpo, che, somatizzando, manifesta su di esso segni ben precisi. Storicamente, molti interpreti hanno messo in luce i collegamenti esistenti fra gli aspetti emotivi e psicologici e le oramai innegabili colleganze che tali fattori hanno con la struttura corporea. Il corpo risponde alle sollecitazione che provengono...