0823 1848090 osservatoriogiuridicoitaliano@gmail.com
Le parafilie

Le parafilie

Le parafilie (meglio conosciute come perversioni sessuali), definiscono  diversi comportamenti sessuali che interessano svariate forme di attrazione verso soggetti animati o inanimati e fanno riferimento ad un’anomala ricerca della soddisfazione sessuale. Tutti gli individui cosiddetti normali possono avere delle fantasie che possono portare a mettere in atto pratiche sessuali che potrebbero apparentemente sembrare “perverse”. La linea tra normalità e patologia nella sessualità non è così netta e definita ed è legata ad aspetti quali la non esclusività, la non compulsione del comportamento e soprattutto al consenso reale dei partner sessuali. È possibile definire “normali” quelle condotte sessuali che si svolgono innanzitutto tra soggetti realmente consenzienti e non reca disagio, sofferenza o problemi legali (nella cultura di riferimento) a nessuno dei partecipanti all’attività e non rappresenta una condotta esclusiva che viene svolta come una compulsione e non interferisce con lo svolgimento della vita sociale e lavorativa. Di conseguenza possiamo definire  un comportamento sessuale “patologico” quando causa anche ad uno soltanto dei partecipanti all’attività, disagio, sofferenza, interferenze con le attività lavorative e/o sociali, quando si compie come una compulsione, quando reca danni, quando causa problemi legali. Un comportamento sessuale può essere qualificato come parafilia in base al contesto socio-culturale di riferimento. Nell’odierna cultura occidentale, infatti, sono considerate parafiliche condotte, quali ad es. la pedofilia, considerate, invece,  “normali” in altre culture o società antiche, mentre sono considerate “normali” condotte,  ad  es. l’omosessualità, considerate in altre culture o da noi fino ad alcuni anni,  patologiche. Il DSM (diagnostic and statistical manual of mental disorder ) definisce le parafilie come: “qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i...
La paura come riconoscerla e gestirla

La paura come riconoscerla e gestirla

Vi siete mai chiesti che cosa sia la paura ? Sapreste descriverla o sintetizzare in poche parole tutte le attivazioni corporee ed emotive che avvengono in noi quando siamo invasi da questa emozione? Ed ancora, sapreste spiegare cosa è la paura non stimolata da un evento scatenante esterno? Se non è semplice definire in modo chiaro tale emozione, appare senz’altro ancora meno agevole, in taluni casi, riconoscere o definire cosa ci spaventa o quando le nostre paure si siano manifestate per la prima volta. Al fine di conoscerci meglio e comprendere maggiormente ciò che avviene in noi, può esserci di aiuto l’interpretazione di un preziosissimo alleato, il nostro corpo! L’organismo umano ha la straordinaria capacità di imprimere su di sé ogni più piccolo disagio emotivo o problematica, consentendoci in tal modo di riconoscere, attraverso talune sintomatologie e specifici segni corporei, la presenza o il consolidarsi di dati problemi che la nostra consapevolezza delle volte non riesce a percepire o non vuole osservare. Potremmo paragonare questa straordinaria capacità del nostro corpo di colloquiare con noi come una sorta di ulteriore “sistema immunitario”, che quando allertato da agenti aggressivi esterni, si attiva intervenendo per la salvezza dell’intero sistema. Orbene, il nostro corpo, a par modo dei complessi sistemi che consentono di mantenere inalterato lo stato di salute del nostro intero organismo, si attiva segnalandoci attraverso specifici segni, ciò che va o non va a livello psico-emozionale. Appare ovvio però, che è necessario avere i giusti strumenti interpretativi che ci consentano di comprendere il muto ma assolutamente eloquente linguaggio del corpo. Prima di descrivere la sintomatologia che potrebbe derivare da una eccessiva...
La Menzogna

La Menzogna

La menzogna è un comportamento naturale, universale, nato con l’uomo ma individuabile senza nessuna forzatura, anche in talune specie animali che sembrerebbe utilizzino la finzione al fine garantirsi la loro stessa  sopravvivenza. E’ una modalità comunicativa che, volutamente e consapevolmente,modificando, alterando  o costruendo  una realtà altra, tende ad ingannare il soggetto/i verso cui è direzionata. La menzogna ci è familiare fin dagli albori della storia scritta, religiosi, filosofi, letterati, artisti,  hanno sempre evidenziato come  l´abitudine a dire la verità, non sia certamente tra le virtù dell’essere umano che, addirittura,  imparerebbe a  mentire già nell’infanzia. E’ una capacità adattiva, che si contrappone alla cooperazione e alla  lealtà fra individui. La menzogna è un atto intenzionale, in quanto chi mente sa di modificare volutamente la realtà ed è pertanto, essenzialmente caratterizzata da elementi facilmente distinguibili: contenuto falso rispetto alla realtà ; intenzione di ingannare e consapevolezza piena della non veridicità delle proprie affermazioni. Di contro, per quanto sia semplice definitoriamente parametrare una menzogna, non è altrettanto  facile individuare  chi sta mentendo. Molti sono gli studi oggi realizzati sull’argomento,è stato rilevato infatti, su un numero sufficientemente ampio di soggetti, che, al fine di poter individuare una menzogna, esistono alcuni elementi indicatori che il nostro corpo manifesta. Il linguaggio del corpo non mente; le  variazioni che avvengono possono essere nella maggior parte dei  casi, poco modificabili dall’emittente che sarà in preda dalla sue emozioni a seconda del  valore  della posta in gioco. Più la posta è alta infatti e più gli elementi  indicatori della menzogna potrebbero essere evidenti. Resta inteso che, molti dei parametri normalmente utilizzati nel loro complesso al fine di comprendere...
Corpo, comportamento, comunicazione,crimine

Corpo, comportamento, comunicazione,crimine

Corpo, Comunicazione, Comportamento , Crimine Il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale, utilizzati  in una chiave di lettura che vede il corpo umano come la sintesi finale di una serie innumerevole di processi, rappresentano un prezioso strumento, utile non solo al fine di poter “interpretare” se stessi, ma anche per poter meglio comprendere e  relazionarsi con gli altri.  Sul corpo, sono leggibili infatti, a chiari caratteri, la personalità ed il vissuto di un dato soggetto che si manifestano attraverso un’insieme di simboliche che, se correttamente interpretate, forniscono preziose informazioni sul nostro interlocutore.  La umana comunicazione utilizza la semantica, in maniera nettamente inferiore rispetto ad altre forme di comunicazione, addirittura sembrerebbe che, solo in percentuali  bassissime, l’uomo  utilizzi la parola che può essere in ogni caso, contraffatta, distorta o mal compresa. Il corpo non mente. La gestualità, la postura, i colori utilizzati, il modo di modulare la voce, la conformazione stessa del corpo, i tratti del volto e le sue espressioni, hanno interessato  pensatori di ogni sorta e tempo. Tutti infatti,  si sono mossi verso un’unica direzione ed attraverso la modalità di lettura che gli era più propria, ovverossia la scoperta dei moti dell’animo umano e delle sue passioni codificate nel linguaggio del  corpo (Leonardo da Vinci).Le emozioni ed i sentimenti umani infatti, sembrerebbero essere le principali fonti di interazione con il corpo, che, somatizzando, manifesta su di esso segni ben precisi. Storicamente, molti interpreti hanno messo in luce i collegamenti esistenti fra gli aspetti emotivi e psicologici e le oramai innegabili colleganze che tali fattori hanno con la struttura corporea. Il corpo risponde alle sollecitazione che provengono...
Il rapporto tra corpo e mente

Il rapporto tra corpo e mente

Il rapporto tra corpo e mente  Autore: Avv. Angelo Russo Il rapporto tra mente e corpo è un tema affascinante su cui l’uomo si è sempre interrogato. Due concetti apparentemente distinti che si riabbracciano inscindibilmente in ogni attimo della nostra vita. Tra di essi vi si inserisce, in maniera non sempre allineata, la “parola”. La comunicazione verbale spesso è oggetto di distorsioni o manipolazioni ed, in ogni caso, può essere facilmente controllata. Esistono una serie di elementi che, considerati nella giusta direzione, possono aiutare e non poco, a svolgere un lavoro di verifica di quanto si esprime “ a voce”. Bisogna andare necessariamente per gradi. Si parte dal presupposto logico che la comunicazione verbale è solo uno dei tantissimi sentieri che un essere umano percorre per comunicare, del resto solo il 35 % di tutta la comunicazione fa capo alle parole. Sia come esperti di un dato settore,ma principalmente nella vita di tutti i giorni, appare utile al fine di comprendere meglio non solo se stessi,ma anche chi si ha di fronte, cosa sta dicendo, e, principalmente, se ciò che dice corrisponde a verità, non si può non tener conto di quanto possa essere di supporto la disamina del linguaggio del corpo al fine di poter apprendere da esso la personalità del nostro interlocutore. A par modo,per la realizzazione di un profiling,un esperto criminologo trarrà certamente un vantaggio se saprà ben valutare,in una visione di insieme che imprescindibilmente osserva anche l’individuo in quanto tale,tutti gli aspetti somatici. Nel corpo, nella sua postura, nella gestualità e finanche nei colori che si indossano ed il tono di voce: esistono, o meglio,...