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Le parafilie

Le parafilie

Le parafilie (meglio conosciute come perversioni sessuali), definiscono  diversi comportamenti sessuali che interessano svariate forme di attrazione verso soggetti animati o inanimati e fanno riferimento ad un’anomala ricerca della soddisfazione sessuale. Tutti gli individui cosiddetti normali possono avere delle fantasie che possono portare a mettere in atto pratiche sessuali che potrebbero apparentemente sembrare “perverse”. La linea tra normalità e patologia nella sessualità non è così netta e definita ed è legata ad aspetti quali la non esclusività, la non compulsione del comportamento e soprattutto al consenso reale dei partner sessuali. È possibile definire “normali” quelle condotte sessuali che si svolgono innanzitutto tra soggetti realmente consenzienti e non reca disagio, sofferenza o problemi legali (nella cultura di riferimento) a nessuno dei partecipanti all’attività e non rappresenta una condotta esclusiva che viene svolta come una compulsione e non interferisce con lo svolgimento della vita sociale e lavorativa. Di conseguenza possiamo definire  un comportamento sessuale “patologico” quando causa anche ad uno soltanto dei partecipanti all’attività, disagio, sofferenza, interferenze con le attività lavorative e/o sociali, quando si compie come una compulsione, quando reca danni, quando causa problemi legali. Un comportamento sessuale può essere qualificato come parafilia in base al contesto socio-culturale di riferimento. Nell’odierna cultura occidentale, infatti, sono considerate parafiliche condotte, quali ad es. la pedofilia, considerate, invece,  “normali” in altre culture o società antiche, mentre sono considerate “normali” condotte,  ad  es. l’omosessualità, considerate in altre culture o da noi fino ad alcuni anni,  patologiche. Il DSM (diagnostic and statistical manual of mental disorder ) definisce le parafilie come: “qualsiasi intenso e persistente interesse sessuale diverso dall’interesse sessuale per la stimolazione genitale o i...
Omicidi rituali e luoghi simbolici : perché conoscere i simboli o luoghi pregni di significato

Omicidi rituali e luoghi simbolici : perché conoscere i simboli o luoghi pregni di significato

Qualora ci si trovasse innanzi ad una scena del crimine, potrebbe accadere di imbattersi in un luogo con peculiari caratteristiche morfologiche o con un trascorso storico particolarmente significativo oppure, ancorchè potrebbe accadere, di repertare degli oggetti che, in apparenza sembrano non assumere un grande rilievo per gli osservatori, ma che invece, a ben guardare, rappresentano preziosi elementi onde meglio comprendere autore e movente di un dato atto. Luoghi di potere o luoghi ritualistici In tutto il globo terrestre esistono punti estremamente particolari, zone più o meno cariche di energia e che, secondo alcuni, sono luoghi ottimali per erigere monumenti, santuari, templi, dolmen ed altre strutture rappresentative (Stonehenge; Avebury; Carnac ecc) ,destinate a canalizzare e sfruttare al massimo le benefiche radiazioni terrestri. L’uomo dell’antichità parlava di “genius loci”, il genio del luogo, per indicare l’essenza, la forza e la carica di un dato luogo. Le energie del luogo, venivano considerate percepibili al punto tale da indurre gli individui a considerare il luogo stesso ed i suoi elementi naturali più rappresentativi, una vera e propria forma di divinità o un qualcosa da adorare onde poter ricevere in cambio, benefici risultati. Ma Il “genius loci” non necessariamente possiede esclusivamente aspetti benevoli, in alcuni luoghi infatti, le energie congeste e malevole o le particolari conformazioni strutturali del territorio, possono divenire uno scenario perfetto per compiere rituali, adorazioni o sacrifici (non intesi in senso biblico). Ecco quindi che grotte naturali, boschetti, alture corredate di semplici altari o circoscritte con pietre ed altri oggetti, chiese sconsacrate ed altro, possono divenire luoghi perfetti per realizzare un omicidio rituale. Ma cosa sono i delitti rituali? L’omicidio rituale...
La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo.

La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo.

La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo. Tratto dal Testo il Femminicidio- Edizioni Dike di Levita,Garofano,Conz . Autrice Avv. Tiziana Barrella Non potendo in tal sede, affrontare una soddisfacente disquisizione su come la fiscità di un individuo,oggetto di antichissimi studi, e su come la comunicazione non verbale possa esserci di aiuto nell’individuare la personalità di un soggetto,appare opportuno però,effettuare delle brevi considerazioni che possano perpettere di osservare come molti comportamenti aggressivi abbiano un loro codice silenzioso e simbolico molto interessante. Se ricalchiamo le orme della storia si ricorderà certamente che una gestualità simbolica è sempre esistita fin dai tempi più remoti ed il più delle volte,essa si manifestava in forme davvero violente e discutibilmente creative.Molti tipi di punizioni corporee e alcuni tipi di torture,venivano inflitte al fine di punire e rappresentare un valido deterrente per chi si macchiava di determinati crimini.La spettacolarizzazione delle azioni lesive era più che frequente e la creatività rispetto al metodo utilizzato,aveva la funzione non solo di reggere le masse fungendo da deterrente,ma anche di veicolare il messaggio sotteso in modo efficace.Pensiamo ad esempio alla legge del taglione che come strumento punitivo per chi si macchiava di furto,prevedeva il taglio dell’arto e cosi‘ via. Nelle più sanguinose battaglie di tutti i tempi si è sempre ricorso a barbare modalità di deturpazione dei corpi dei nemici,pensiamo ad esempio all’impalatura o a tutti i terribili metodi per estorcere la verità.Scopo di quelle simboliche modalità di lesione dei corpi, era certamente quello di imprimere, in modo pressocchè indelebile nelle menti di eventuali sovversori,ciò che sarebbe potuto loro accadere qualora...
Femminicidio

Femminicidio

  Lo stalking come fenomeno che si manifesta prevalentemente all’interno di una relazione affettiva e familiare- Tratto dal testo- Il Femminicidio – di Garofano, Levita ,Conz -Autrice Avv. Tiziana Barrella Lo stalking è un fenomeno che matura prevalentemente all’interno di relazioni affettive instaurate ed in contesti familiari.Molti studi hanno riscontrato che le percentuali più alte di diffusione di questo fenomeno avviene non ad opera di estranei, ma è frequentissimo, con percentuali molto incidenti in contesti relazionali consolidati o in contesti familiari. Secondo i dati statistici, e secondo del resto quanto emerge dalla disamina del secondo comma dell’art 612 bis, prevedente un aumento di pena se il fatto è commesso da un congiunto o da persona con la quale si abbia un legame affettivo, paradossalmente, è proprio nei contesti ove dovrebbe esserci un maggior senso di rassicurazione e affidamento che si sviluppa e cresce il fenomeno. Il legislatore infatti con tale previsione, ha storicamente cristallizzato un‘ importante presa di coscienza. Ha infatti dato una risposta a quanto emerso da un contesto sociale che vede sempre più in bilico gli equilibri che sin d’ora avevano sorretto il microcosmo della famiglia ed il macrocosmo della società. Le statuizioni normative non sono nient’altro infatti che un’espressione di come la società evolve si sviluppa e nel caso di specie, di come siano mutati gli schemi che sorreggevano i rapporti interpersonali e familiari. Per comprendere però la motivazione profonda del perchè certe dinamiche partano e maturano all’interno di relazioni affettive o che degenerino proprio fra le rassicuranti pareti domestiche, è necessario effettuare una prodromica riflessione. E‘ nella famiglia di origine che inizia a formarsi la...