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Il potere delle donne

Il potere delle donne

Vorrei parlare delle donne, perché mi sembra che ci sia una sensibilità di genere che attraversa la letteratura. Se dovessi dire qual è oggi la specie più evoluta che abita il nostro pianeta, dovrei dire che è la femmina dell’homo sapiens sapiens. Senza ombra di dubbio le donne sono oggi la specie più evoluta del pianeta. E non dico questa cosa per captatio benevolentiae, non per una questione di accelerazione storico-culturale. Chiunque abbia dimestichezza con l’umanità in tutte le declinazioni e in tutte le età della vita, sa che le donne sono superiori in ogni fase della vita. È una constatazione che bisogna toccare con mano, è palpabile, è tangibile e ha mille ragioni e mille prove. La più elementare è quella per cui le donne sono più forti da ogni punto di vista. Innanzi tutto è questione di longevità. Alle nostre latitudini la vita media è di ottanta-ottantacinque anni per le donne e di settantotto-settantanove per gli uomini. In Giappone l’aspettativa di vita è superiore di un anno e in Sierra Leone non si raggiungono i sessanta anni. A tutte le latitudini questo gap tra uomini e donne ha più o meno la stessa forbice. Le donne sono più longeve per una ragione ed è molto semplice: le donne sono più perfezionate dal punto di vista biologico. E c’è un motivo per il quale sono più sofisticate dal punto di vista immunologico, endocrinologico, neurologico. È perché la loro dimensione evolutiva le ha portate costruire nel disegno del Creatore o nel progetto selettivo dell’evoluzione per generare la vita. Hanno ereditato il vantaggio che deriva dall’essere generatrici e contenitrici della...
IL DIRITTO ALLO SVAGO E AL RIPOSO : FONDAMENTALI PER RIGENERARE SE STESSI E PER  “CRESCERE” INTERVISTA AL DOTT. NICOLA GRAZIANO

IL DIRITTO ALLO SVAGO E AL RIPOSO : FONDAMENTALI PER RIGENERARE SE STESSI E PER “CRESCERE” INTERVISTA AL DOTT. NICOLA GRAZIANO

Nicola Graziano, un magistrato con una spiccata vocazione sociale che utilizza la toga per dare un contributo alla società, oltre le aule di tribunale, parla dei Diritti Umani e del diritto allo svago. I diritti umani costituiscono un vero e proprio patrimonio inalienabile di cui ciascun individuo gode per il semplice fatto di essere nato umano. Assunti universali, diritti antropologicamente rilevanti poiché fanno riferimento a parametri o a bisogni a cui non è davvero possibile rinunciare. La DUDU, (acronimo della Dichiarazione Universale dei Diritti umani) nasce  il 10 dicembre  del 1948  edè composta da  trenta articoli che ruotano intorno a  quattro pilastri:  dignità, libertà, uguaglianza e fratellanza. Tale codificazione ha condensato in un vero e proprio lavoro di sintesi, un percorso evolutivo di consapevolezza, in cui i diritti degli esseri umani hanno via via assunto, in base ai tempi e ai luoghi, dimensioni sempre più chiare e definite. Nel  1789 infatti, nasce in Francia e a seguito della rivoluzione francese, la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Molte delle libertà fortemente sentite dal popolo francese oppresso dall’ingerenza dei poteri forti hanno ispirato l’ attuale convenzione, ma il vero e proprio motore che ha spinto tutti i paesi firmatari (all’epoca quarantotto) a votare favorevolmente per stabilire principi fondamentali e irrinunciabili, fu la tragedia della seconda guerra mondiale, che calpestò i diritti e la dignità di milioni di persone divenendo uno dei periodi più bui della storia. La Dudu, pur non essendo giuridicamente vincolante, segna un momento moralmente fondamentale della storia dell’uomo: rappresenta un punto di rottura con il passato e  la fa assurgere a modello di riferimento per suggellare...
L’Arte Reclusa

L’Arte Reclusa

   Non sarà la paura della follia a costringerci a tenere a mezz’asta la bandiera dell’immaginazione. André Breton Bisogna guardare il mondo con la periferia dell’occhio. Gennaro Farinaro Esiste una zona definita grigia [ma in realtà carica di colore] che  delimita il confine antinomico  tra presunta follia e presunta sanità mentale, tra la norma e il suo contrario, tra utopia e realtà,  tra Arte e cialtroneria, tra bontà e cattiveria, tra accettazione e rifiuto. Ed è caratterizzata dalla possibilità che viene concessa (in questo specifico spazio)  all’Espressione di raccontarsi. Espressione intesa come comunicazione creativa e oggettiva di una esperienza individuale, ma anche come frase/azione o opera che possa tradurre il pensiero o il sentimento. O ancora  come possibilità di aprirsi , spiegarsi, ed infine di permettere un equilibrio . Con questo intendimento la zona grigia consente  di considerare il confine non come una linea netta, ma piuttosto come un luogo  in cui spaziare osservando senza pregiudizi   tutto quello che in questo luogo viene prodotto. Ed è in questo luogo che si trovano le patologie e i rimedi, i sintomi e la cura, le finzioni e le realtà, i mostri e i suoi antidoti. Tutte manifestazioni rese possibili da una  ricerca che si basa non su pregiudizi, appunto, ma sulla libertà – in alcuni casi anche patologica – di esprimersi. Il  rapporto tra salute mentale ed espressione creativa è stato ed è motivo di studio di molti  ricercatori, sia nel campo dell’arte che in quello più specificamente collegato alla psiche, producendo  intuizioni e indicazioni che hanno allargato il significato dell’Espressione  e dato nuovi stimoli alla ricerca artistica  e al trattamento...

LA CAMPANIA PER I DIRITTI DEI BAMBINI: IL VIA AL PROGETTO “RILASSIAMOCI” NELLA GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA.

Nel 1989 l’Onu ha sottoscritto una convenzione a cui hanno  aderito la maggior parte dei Paesi dei cinque continenti al fine di sostenere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. Nell’anniversario del trentennio dell’iniziativa, i diritti dei bambini continuano ad essere sostenuti e supportati anche attraverso  un importante progetto  a cui si darà il via proprio il giorno 20 novembre per celebrare l’importante data e che partirà dalla Regione Campania. La proposta è il frutto di protocollo di intesa firmato dall’Autorità Garante dell’Infanzia della Regione Campania, organismo nato al fine di vigilare, promuovere e tutelare i diritti dei minori  su tutto il territorio regionale, in persona del Prof. Giuseppe Scialla e dell’Osservatorio Giuridico Italiano che sul territorio, si è sempre distinto per sensibilizzare, attenzionare e accendere un faro sui diritti dei più deboli e sui principali fenomeni che attanagliano la società, in persona del suo Responsabile Scientifico, l’Avv. Tiziana Barrella. Giuseppe Scialla Il progetto pilota partirà dalla scuola media Massimo Stanzione di Orta di Atella. La lungimirante dirigente scolastica Prof. Arcangela Del Prete, che ha promosso una serie di iniziative nel corso degli anni, volte all’inclusione, alla legalità e al sostegno psicologico,darà il battesimo a una attività di meditazione, che ha un “ ruolo fondamentale nel generare benessere psicofisico globale come è stato attestato dalle più recenti ricerche scientifiche sul cervello nel campo dello stress”, come  affermano le due autrici Dott.sse Marina Panatero e Tea Pecunia filosofe, note scrittrici e operatrici olistiche, che da oltre un decennio, sostengono materialmente bambini e adulti in pratiche utili al benessere. Le  protagoniste del progetto sociale “Rilassiamoci”, saranno affiancate da un team di esperti che...

IL GIOCO E’ BELLO QUANDO DURA POCO:

Il gioco d’azzardo patologico Secondo un antico proverbio il troppo storpia, vale a dire che gli  eccessi hanno il più delle volte una connotazione negativa. Ed è proprio l’eccesso che può trasformare un gioco in una patologia. Stiamo parlando del gioco d’azzardo patologico, conosciuto anche come ludopatia o gambling, una forma di dipendenza patologica caratterizzata dall’incapacità di resistere alla tentazione di giocare somme di denaro sempre più elevate. Caratteristiche Il gioco d’azzardo patologico è un comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d’azzardo che  comporta disagio o compromissione clinicamente significativi (DSM -5, 2013). Può essere definito come una patologia progressiva che si sviluppa attraverso varie fasi. La prima fase, denominata vincente, è connotata dalle prime vincite che il soggetto attribuisce più alle proprie capacità che alla fortuna e che motivano a giocare in modo crescente, spesso grazie alla capacità del gioco di produrre un piacere e di alleviare tensioni e stati emotivi negativi;  La seconda fase, definita perdente, inizia con le prime perdite che risultano alquanto inaspettate e percepite come segni di sfortuna. Il soggetto inizia una vera e propria rincorsa nel tentativo di recuperare le somme perse, ritenendo che alla fase negativa in atto seguirà inevitabilmente un nuovo periodo fortunato e favorevole. Tutto ciò genera una corsa al gioco sempre più spasmodica e una spirale di perdita e tentativi di rincorsa che porta direttamente alla terza fase che è quella della disperazione  in cui aumenta sempre più  il tempo dedicato al gioco e l’isolamento sociale conseguente. Possono essere  commessi atti illeciti al fine di procurarsi denaro per giocare. In questa fase sono frequenti sentimenti di depressione e pensieri...