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Articoli e Pubblicazioni

#iosonocomete

Da anni contribuiamo attraverso il nostro impegno, a gridare che la violenza non può mai prevaricare l’altro e non è certo una rapida soluzione. La violenza amplifica il dolore sia della vittima che, paradossalmente, del carnefice! Il nostro impegno sociale è  volto ad accorciare le differenze del rispetto e non solo per un giorno all’anno ecco perchè IO SONO COME TE. La campagna contro la violenza sulle donne fa parte di un ben più grande progetto di sensibilizzazione ed informazione realizzato attraverso convegni, libri e seminari. Aderisci anche tu, le tue foto saranno parte di un video firmato da due artisti italiani il cui messaggio è un nitido rafforzativo dell’uguaglianza pur mantenendo la propria singolarità. Posta la tua foto su instagram e Facebook con l’hashtag #iosonocomete e invia la tua foto all’email Osservatoriogiuridicoitaliano@gmail.com per il video entro il 25 Novembre, Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. condividi Share on Facebook Share Share on Google Plus Share Share on LinkedIn...

Tra Diritto e Psicologia : Giornata Della Consulenza Gratuita

Giornata della consulenza gratuita  L’Ogi propone gratuitamente ed attraverso il suo Staff di esperti, una consulenza gratuita nella giornata del 09.11.2017.L’iniziativa è volta a garantire alle vittime di abuso; a coloro che vivono stati di ansia o vissuti depressivi; relazioni affettivamente complesse e generanti dipendenze, o a tutti coloro che ne abbiano necessità, una consulenza gratuita volta alla prevenzione ed alla promozione del benessere psicologico. Prenotati al 347 6014390 oppure scrivi all’indirizzo email osservatoriogiuridicoitaliano@gmail.com condividi Share on Facebook Share Share on Google Plus Share Share on LinkedIn...

La Direttiva 2013/35/UE e l’effetto delle onde elettromagnetiche sulla salute umana

Il repentino aumento delle tecnologie di comunicazione che utilizzano energia elettrica ha notevolmente modificato l’ambiente che ci circonda comportando, conseguentemente, un uso sempre maggiore di sorgenti e dispositivi che emettono onde elettromagnetiche. Tutto ciò ha spinto il legislatore ad intervenire in tale ambito, approvando la Direttiva 2013/35/UE che stabilisce prescrizioni minime di protezione dei lavoratori contro i rischi riguardanti gli effetti biofisici diretti e indiretti provocati, a breve termine, dai campi elettromagnetici. La suddetta normativa richiede che il datore di lavoro valuti tutti i rischi derivanti dall’esposizione agli agenti fisici (campi elettromagnetici), in modo da identificare ed adottare le opportune misure di prevenzione e protezione, con particolare riferimento alle norme di buona tecnica e alle buone prassi. Nello specifico, il datore di lavoro è tenuto, attraverso l’attività di valutazione del rischio e di formazione ed informazione dei lavoratori, alla promozione: di altri metodi di lavoro che implichino una minore esposizione ai campi elettromagnetici; di attrezzature che emettano campi elettromagnetici meno intensi, tenuto conto del lavoro da svolgere; delle misure tecniche per ridurre l’emissione deicampi elettromagnetici incluso, se necessario, l’uso di dispositivi di sicurezza, schermatura o analoghi meccanismi di protezione della salute; di misure appropriate di delimitazione e di accesso quali segnali, etichette, segnaletica al suolo e barriere, al fine di limitare o controllare l’accesso; delle misure e delle procedure volte a gestire le scariche di scintille e le correnti di contatto mediante strumenti tecnici, in caso di esposizione a campi elettrici; degli opportuni programmi di manutenzione delle attrezzature di lavoro, dei sistemi, dei luoghi e delle postazioni di lavoro; della progettazione e della struttura dei luoghi e delle postazioni di lavoro;...

No alla violenza di genere

A cura di Avv. Maria Antonietta Federici La violenza contro le donne costituisce una grave piaga che fa parte della nostra società dalla notte dei tempi, e che sembra affondare le proprie radici in motivi di ordine sociale e culturale Apprendimento ormai con cadenza pressoché quotidiana di tristi episodi di cronaca nera che vedono come protagoniste donne di qualsiasi età, provenienza ed estrazione sociale. Quel che colpisce maggiormente, lasciando sgomenti, è che nella maggior parte dei casi gli autori di questi crimini sono i loro compagni, amici, mariti, amanti od ex. Ed ancor più sovente sono proprio costoro, i quali dovrebbero proteggerle dalla violenza e dalla malvagità del mondo, a mettere la parola “fine” alla loro esistenza. Si tratta di un fenomeno che, si ribadisce, purtroppo da sempre fa parte della storia del genere umano. Tuttavia, sebbene negli ultimi anni se ne parli molto più che in precedenza, complice l’aumentata sensibilità verso questi episodi ed il grande risvolto mediatico che spesso queste storie hanno, secondo gli ultimi dati pubblicati dall’ISTAT si tratterebbe di un fenomeno in calo rispetto al passato, malgrado questo abbia ancora dimensioni preoccupanti. [1] In particolare, secondo la fonte citata, «emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine precedente: negli ultimi cinque anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai cinque anni precedenti al 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno in un clima sociale di maggiore condanna della violenza»; ed ancora che «alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente...

La paura come riconoscerla e gestirla

Vi siete mai chiesti che cosa sia la paura ? Sapreste descriverla o sintetizzare in poche parole tutte le attivazioni corporee ed emotive che avvengono in noi quando siamo invasi da questa emozione? Ed ancora, sapreste spiegare cosa è la paura non stimolata da un evento scatenante esterno? Se non è semplice definire in modo chiaro tale emozione, appare senz’altro ancora meno agevole, in taluni casi, riconoscere o definire cosa ci spaventa o quando le nostre paure si siano manifestate per la prima volta. Al fine di conoscerci meglio e comprendere maggiormente ciò che avviene in noi, può esserci di aiuto l’interpretazione di un preziosissimo alleato, il nostro corpo! L’organismo umano ha la straordinaria capacità di imprimere su di sé ogni più piccolo disagio emotivo o problematica, consentendoci in tal modo di riconoscere, attraverso talune sintomatologie e specifici segni corporei, la presenza o il consolidarsi di dati problemi che la nostra consapevolezza delle volte non riesce a percepire o non vuole osservare. Potremmo paragonare questa straordinaria capacità del nostro corpo di colloquiare con noi come una sorta di ulteriore “sistema immunitario”, che quando allertato da agenti aggressivi esterni, si attiva intervenendo per la salvezza dell’intero sistema. Orbene, il nostro corpo, a par modo dei complessi sistemi che consentono di mantenere inalterato lo stato di salute del nostro intero organismo, si attiva segnalandoci attraverso specifici segni, ciò che va o non va a livello psico-emozionale. Appare ovvio però, che è necessario avere i giusti strumenti interpretativi che ci consentano di comprendere il muto ma assolutamente eloquente linguaggio del corpo. Prima di descrivere la sintomatologia che potrebbe derivare da una eccessiva...

Nota a Cassazione, Sezione II, 4 agosto 2015 (udienza 21 aprile 2015), n. 34147

Pres. Esposito- Rel. Beltrani Con la pronuncia in commento la Cassazione affronta la vexata quaestio dell’estensibilità della causa di non punibilità prevista dall’articolo 384 ai conviventi more uxorio, affermandone l’operatività nei confronti di costoro. La norma in questione, posta a chiusura del capo disciplinante i delitti contro l’Attività Giudiziaria, prevede la non-punibilità dei fatti disciplinati nelle disposizioni precedenti laddove l’agente abbia commesso il fatto «costretto dalla necessità di salvare sé medesimo o un prossimo congiunto da un grave ed inevitabile nocumento nella libertà o nell’onore». Con questa pronuncia la Cassazione prende le distanze dagli indirizzi maggioritari formatisi sul tema.[1] Un’analisi della copiosa letteratura prodottasi negli anni sulla natura della norma permette di affermare che il fondamento della non-esigibilità risieda nella comprensione del particolare stato di ambivalenza che domina il soggetto richiesto di collaborare con l’amministrazione della Giustizia e che, nel bilanciamento di interessi tra questa e la tutela della propria famiglia, scelga quest’ultima; le Sezioni Unite della Corte di Cassazione sono infatti intervenute nel febbraio del 2008 affermando che «l’articolo 384 del Codice Penale trova la sua giustificazione nell’istinto alla conservazione della propria libertà e del proprio onore (nemo tenetur se detegere) e nell’esigenza di tener conto, agli stessi fini, dei vincoli di solidarietà familiare».[2] Appurata la ratio, il fulcro delle riflessioni è proprio il concetto di famiglia e di prossimi congiunti. Il Codice Penale normativizza la figura dei ‘prossimi congiunti’ nell’articolo 307, IV comma, ai sensi del quale «agli effetti della legge penale s’intendono per prossimi congiunti gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, i fratelli, le sorelle, gli affini dello stesso grado, gli zii ed i nipoti», escludendovi...

Cassazione penale, sez. III, sentenza n. 39181 del 28 settembre 2015 sulla non ravvisabilità del reato di favoreggiamento della prostituzione nel caso di chi concede in locazione un appartamento ad una prostituta.

“Non è ravvisabile il favoreggiamento della prostituzione nel fatto di chi concede in locazione, a prezzo di mercato (mentre qualora il canone sia superiore potrebbe ipotizzarsi lo sfruttamento), un appartamento ad una prostituta, anche se sia consapevole che la locataria vi eserciterà la prostituzione. (…) La locazione ad una prostituta di un appartamento anche per svolgervi l’attività potrebbe integrare il reato di sfruttamento della prostituzione qualora vi sia la prova che il locatore, attraverso la riscossione di un canone sicuramente esagerato e sproporzionato rispetto a quelli di mercato, tragga un ingiusto vantaggio economico dalla prostituzione altrui”. È quanto stabilito dalla terza sezione penale della Suprema Corte che, con la sentenza n. 39181/2015 depositata il 28 settembre scorso, ha assolto un uomo accusato sia in primo che in secondo grado dei suddetti reati (con confisca dei beni) per aver concesso in locazione immobili di sua proprietà ad alcune donne esercenti l’attività di meretricio. La Cassazione ha osservato che l’art. 3 della legge n. 75/1958 (c.d. Legge Merlin) punisce chiunque, in qualsiasi modo, favorisca o sfrutti la prostituzione altrui, intendendo per favoreggiamento l’attività tesa a facilitare, apportando un contributo determinante con condotte caratterizzate da un rapporto di causalità, l’esercizio della prostituzione e per sfruttamento il trarreun ingiusto vantaggio economico dalla prostituzione altrui. La Legge Merlin si pone come precipuo fine quello di scongiurare il verificarsi di condotte di agevolazione e/o di sfruttamento del meretricio, vale a dire condotte ad esso satellitari idonee a costituire un impulso alla diffusione di un fenomeno, quale quello della vendita del proprio corpo a fini sessuali, che ripugna alla coscienza collettiva. Orbene, nel caso di specie, non può certo...

Omicidi rituali e luoghi simbolici : perché conoscere i simboli o luoghi pregni di significato

Qualora ci si trovasse innanzi ad una scena del crimine, potrebbe accadere di imbattersi in un luogo con peculiari caratteristiche morfologiche o con un trascorso storico particolarmente significativo oppure, ancorchè potrebbe accadere, di repertare degli oggetti che, in apparenza sembrano non assumere un grande rilievo per gli osservatori, ma che invece, a ben guardare, rappresentano preziosi elementi onde meglio comprendere autore e movente di un dato atto. Luoghi di potere o luoghi ritualistici In tutto il globo terrestre esistono punti estremamente particolari, zone più o meno cariche di energia e che, secondo alcuni, sono luoghi ottimali per erigere monumenti, santuari, templi, dolmen ed altre strutture rappresentative (Stonehenge; Avebury; Carnac ecc) ,destinate a canalizzare e sfruttare al massimo le benefiche radiazioni terrestri. L’uomo dell’antichità parlava di “genius loci”, il genio del luogo, per indicare l’essenza, la forza e la carica di un dato luogo. Le energie del luogo, venivano considerate percepibili al punto tale da indurre gli individui a considerare il luogo stesso ed i suoi elementi naturali più rappresentativi, una vera e propria forma di divinità o un qualcosa da adorare onde poter ricevere in cambio, benefici risultati. Ma Il “genius loci” non necessariamente possiede esclusivamente aspetti benevoli, in alcuni luoghi infatti, le energie congeste e malevole o le particolari conformazioni strutturali del territorio, possono divenire uno scenario perfetto per compiere rituali, adorazioni o sacrifici (non intesi in senso biblico). Ecco quindi che grotte naturali, boschetti, alture corredate di semplici altari o circoscritte con pietre ed altri oggetti, chiese sconsacrate ed altro, possono divenire luoghi perfetti per realizzare un omicidio rituale. Ma cosa sono i delitti rituali? L’omicidio rituale...

La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo.

La prevenzione dello stalking attraverso l’osservazione dei comportamenti di un autore. Rudimenti sul linguaggio del corpo. Tratto dal Testo il Femminicidio- Edizioni Dike di Levita,Garofano,Conz . Autrice Avv. Tiziana Barrella Non potendo in tal sede, affrontare una soddisfacente disquisizione su come la fiscità di un individuo,oggetto di antichissimi studi, e su come la comunicazione non verbale possa esserci di aiuto nell’individuare la personalità di un soggetto,appare opportuno però,effettuare delle brevi considerazioni che possano perpettere di osservare come molti comportamenti aggressivi abbiano un loro codice silenzioso e simbolico molto interessante. Se ricalchiamo le orme della storia si ricorderà certamente che una gestualità simbolica è sempre esistita fin dai tempi più remoti ed il più delle volte,essa si manifestava in forme davvero violente e discutibilmente creative.Molti tipi di punizioni corporee e alcuni tipi di torture,venivano inflitte al fine di punire e rappresentare un valido deterrente per chi si macchiava di determinati crimini.La spettacolarizzazione delle azioni lesive era più che frequente e la creatività rispetto al metodo utilizzato,aveva la funzione non solo di reggere le masse fungendo da deterrente,ma anche di veicolare il messaggio sotteso in modo efficace.Pensiamo ad esempio alla legge del taglione che come strumento punitivo per chi si macchiava di furto,prevedeva il taglio dell’arto e cosi‘ via. Nelle più sanguinose battaglie di tutti i tempi si è sempre ricorso a barbare modalità di deturpazione dei corpi dei nemici,pensiamo ad esempio all’impalatura o a tutti i terribili metodi per estorcere la verità.Scopo di quelle simboliche modalità di lesione dei corpi, era certamente quello di imprimere, in modo pressocchè indelebile nelle menti di eventuali sovversori,ciò che sarebbe potuto loro accadere qualora...

La Menzogna

La menzogna è un comportamento naturale, universale, nato con l’uomo ma individuabile senza nessuna forzatura, anche in talune specie animali che sembrerebbe utilizzino la finzione al fine garantirsi la loro stessa  sopravvivenza. E’ una modalità comunicativa che, volutamente e consapevolmente,modificando, alterando  o costruendo  una realtà altra, tende ad ingannare il soggetto/i verso cui è direzionata. La menzogna ci è familiare fin dagli albori della storia scritta, religiosi, filosofi, letterati, artisti,  hanno sempre evidenziato come  l´abitudine a dire la verità, non sia certamente tra le virtù dell’essere umano che, addirittura,  imparerebbe a  mentire già nell’infanzia. E’ una capacità adattiva, che si contrappone alla cooperazione e alla  lealtà fra individui. La menzogna è un atto intenzionale, in quanto chi mente sa di modificare volutamente la realtà ed è pertanto, essenzialmente caratterizzata da elementi facilmente distinguibili: contenuto falso rispetto alla realtà ; intenzione di ingannare e consapevolezza piena della non veridicità delle proprie affermazioni. Di contro, per quanto sia semplice definitoriamente parametrare una menzogna, non è altrettanto  facile individuare  chi sta mentendo. Molti sono gli studi oggi realizzati sull’argomento,è stato rilevato infatti, su un numero sufficientemente ampio di soggetti, che, al fine di poter individuare una menzogna, esistono alcuni elementi indicatori che il nostro corpo manifesta. Il linguaggio del corpo non mente; le  variazioni che avvengono possono essere nella maggior parte dei  casi, poco modificabili dall’emittente che sarà in preda dalla sue emozioni a seconda del  valore  della posta in gioco. Più la posta è alta infatti e più gli elementi  indicatori della menzogna potrebbero essere evidenti. Resta inteso che, molti dei parametri normalmente utilizzati nel loro complesso al fine di comprendere...

Corpo, comportamento, comunicazione,crimine

Corpo, Comunicazione, Comportamento , Crimine Il linguaggio del corpo e la comunicazione non verbale, utilizzati  in una chiave di lettura che vede il corpo umano come la sintesi finale di una serie innumerevole di processi, rappresentano un prezioso strumento, utile non solo al fine di poter “interpretare” se stessi, ma anche per poter meglio comprendere e  relazionarsi con gli altri.  Sul corpo, sono leggibili infatti, a chiari caratteri, la personalità ed il vissuto di un dato soggetto che si manifestano attraverso un’insieme di simboliche che, se correttamente interpretate, forniscono preziose informazioni sul nostro interlocutore.  La umana comunicazione utilizza la semantica, in maniera nettamente inferiore rispetto ad altre forme di comunicazione, addirittura sembrerebbe che, solo in percentuali  bassissime, l’uomo  utilizzi la parola che può essere in ogni caso, contraffatta, distorta o mal compresa. Il corpo non mente. La gestualità, la postura, i colori utilizzati, il modo di modulare la voce, la conformazione stessa del corpo, i tratti del volto e le sue espressioni, hanno interessato  pensatori di ogni sorta e tempo. Tutti infatti,  si sono mossi verso un’unica direzione ed attraverso la modalità di lettura che gli era più propria, ovverossia la scoperta dei moti dell’animo umano e delle sue passioni codificate nel linguaggio del  corpo (Leonardo da Vinci).Le emozioni ed i sentimenti umani infatti, sembrerebbero essere le principali fonti di interazione con il corpo, che, somatizzando, manifesta su di esso segni ben precisi. Storicamente, molti interpreti hanno messo in luce i collegamenti esistenti fra gli aspetti emotivi e psicologici e le oramai innegabili colleganze che tali fattori hanno con la struttura corporea. Il corpo risponde alle sollecitazione che provengono...

Imputabilità e cause di esclusione ex artt.85 e ss C.P.

Imputabilità e cause di esclusione ex Artt.85 e ss C.P.  Autrici Avv.ti Lucia Di Bello e Stefania Noto Il sistema giuridico interno intende come imputabilità quella condizione personale del reo che,a prescindere dal suo rapporto con la colpevolezza,ne costituisce il presupposto per l’applicazione della pena all’autore del fatto. Come noto, l’imputabilità del reo sussiste allorchè, al momento della commissione del fatto, lo stesso possieda: 1) la capacità di intendere e, cioè, di rendersi conto della realtà e delle sue azioni; 2) la capacità di volere, ovverossia la capacità di autodeterminarsi sulla base di dati presupposti percettivi. Non esiste, in ogni caso, perfetta coincidenza tra la capacità naturale e l’imputabilità, in quanto quest’ultima sussiste anche laddove l’incapacità naturale sia stata volontariamente o colposamente determinata dall’agente. Nella dottrina attualmente prevalente il fondamento dell’imputabilità viene ricondotto al paradigma del cosiddetto “relativo indeterminismo”, sulla base del quale la giurisprudenza ha affermato che “la capacità di volere indica l’attitudine del soggetto ad autodeterminarsi in relazione ai normali impulsi che motivano l’azione” (così, Cass., 12 febbraio 1982). Secondo detta teoria, ciò che rileva sono i processi psicologici di motivazione alla condotta, indipendentemente da un giudizio di responsabilità eticamente fondato sulla capacità di distinguere il bene dal male. Quanto al rapporto tra imputabilità e colpevolezza, si osserva che la prima è il presupposto della seconda, sicché ai soggetti non imputabili non potrebbe essere mosso un rimprovero per la condotta tenuta. Orbene, il Legislatore, fissando un elenco tassativo delle ipotesi di non imputabilità, abbia a priori escluso la possibilità di estensione dei principi che regolano la materia a casi simili. Essendo state, quindi, positivamente disciplinate le ipotesi...

Il rapporto tra corpo e mente

Il rapporto tra corpo e mente  Autore: Avv. Angelo Russo Il rapporto tra mente e corpo è un tema affascinante su cui l’uomo si è sempre interrogato. Due concetti apparentemente distinti che si riabbracciano inscindibilmente in ogni attimo della nostra vita. Tra di essi vi si inserisce, in maniera non sempre allineata, la “parola”. La comunicazione verbale spesso è oggetto di distorsioni o manipolazioni ed, in ogni caso, può essere facilmente controllata. Esistono una serie di elementi che, considerati nella giusta direzione, possono aiutare e non poco, a svolgere un lavoro di verifica di quanto si esprime “ a voce”. Bisogna andare necessariamente per gradi. Si parte dal presupposto logico che la comunicazione verbale è solo uno dei tantissimi sentieri che un essere umano percorre per comunicare, del resto solo il 35 % di tutta la comunicazione fa capo alle parole. Sia come esperti di un dato settore,ma principalmente nella vita di tutti i giorni, appare utile al fine di comprendere meglio non solo se stessi,ma anche chi si ha di fronte, cosa sta dicendo, e, principalmente, se ciò che dice corrisponde a verità, non si può non tener conto di quanto possa essere di supporto la disamina del linguaggio del corpo al fine di poter apprendere da esso la personalità del nostro interlocutore. A par modo,per la realizzazione di un profiling,un esperto criminologo trarrà certamente un vantaggio se saprà ben valutare,in una visione di insieme che imprescindibilmente osserva anche l’individuo in quanto tale,tutti gli aspetti somatici. Nel corpo, nella sua postura, nella gestualità e finanche nei colori che si indossano ed il tono di voce: esistono, o meglio,...

Campi elettromagnetici. Azione amministrativa, danno biologico, tutela penale.

CAMPI ELETTROMAGNETICI – MODALITÀ DI TUTELA Il fenomeno della radiazione naturale del sottosuolo (nodi di Hartman; faglie e vene acquifere) ben conosciuto nel campo della geofisica, nonché, in particolare, quello delle radiazioni artificiali, generate da antenne, tralicci, cellulari, etc., producono notevoli disagi sull’individuo che ne è costantemente esposto, creando nelle zone del corpo che sono entrate maggiormente irraggiate, un vero e proprio geostress che può dar luogo a forme di patologie clinicamente riscontrabili. La nostra terra è un enorme generatore di corrente e la distribuzione alterata dei campi elettromagnetici da essa emanata produce grosse variazioni sul sistema psico–fisico. L’individuo pertanto, costantemente sollecitato da queste energie radianti, se pur inconsapevolmente, ne percepisce i disagi che possono assumere le più diversificate somatizzazioni. In particolare, è molto sentito, ed ha larga diffusione, il problema del danno cagionato dalle onde elettromagnetiche, della relativa tutela nonché dell’eventuale risarcimento. Al giorno d’oggi, si è costantemente sottoposti ad un intenso bombardamento di onde elettromagnetiche, ed è stato provato , inoltre, da un punto di vista medico, come siffatto continuo bombardamento quotidiano possa influire sulla salute, cagionando danni i cui effetti spesso arrivano a manifestarsi anche dopo alcuni anni; da qui la necessità di un’adeguata ed idonea tutela, che miri a salvaguardare l’integrità psico–fisica di un individuo, combattendo a monte il dilagare di comportamenti anche soltanto potenzialmente pericolosi per la salute pubblica. Il nostro ordinamento attribuisce una notevole rilevanza, al “bene salute”, sia in ambito pubblicistico che nei rapporti di diritto privato. Considerata la impossibilità di reintegrazione in forma specifica del bene salute, la tutela risarcitoria appare da sola insufficiente ed inadeguata, essendo piuttosto necessario vietare e...

Femminicidio

  Lo stalking come fenomeno che si manifesta prevalentemente all’interno di una relazione affettiva e familiare- Tratto dal testo- Il Femminicidio – di Garofano, Levita ,Conz -Autrice Avv. Tiziana Barrella Lo stalking è un fenomeno che matura prevalentemente all’interno di relazioni affettive instaurate ed in contesti familiari.Molti studi hanno riscontrato che le percentuali più alte di diffusione di questo fenomeno avviene non ad opera di estranei, ma è frequentissimo, con percentuali molto incidenti in contesti relazionali consolidati o in contesti familiari. Secondo i dati statistici, e secondo del resto quanto emerge dalla disamina del secondo comma dell’art 612 bis, prevedente un aumento di pena se il fatto è commesso da un congiunto o da persona con la quale si abbia un legame affettivo, paradossalmente, è proprio nei contesti ove dovrebbe esserci un maggior senso di rassicurazione e affidamento che si sviluppa e cresce il fenomeno. Il legislatore infatti con tale previsione, ha storicamente cristallizzato un‘ importante presa di coscienza. Ha infatti dato una risposta a quanto emerso da un contesto sociale che vede sempre più in bilico gli equilibri che sin d’ora avevano sorretto il microcosmo della famiglia ed il macrocosmo della società. Le statuizioni normative non sono nient’altro infatti che un’espressione di come la società evolve si sviluppa e nel caso di specie, di come siano mutati gli schemi che sorreggevano i rapporti interpersonali e familiari. Per comprendere però la motivazione profonda del perchè certe dinamiche partano e maturano all’interno di relazioni affettive o che degenerino proprio fra le rassicuranti pareti domestiche, è necessario effettuare una prodromica riflessione. E‘ nella famiglia di origine che inizia a formarsi la...